martedì 23 dicembre 2014

23/12/2011 – 23/12/2014

Ricordo quando ti vidi per la prima volta sporgendomi con paura oltre quella porta, tu in quel passeggino e la tua manina che faceva capolino.
E il mio cuore mi diede uno scossone, lo sentii traboccare di un amore infinito verso te.
Ricordo i tuoi sguardi, la nostra prima passeggiata, il nostro primo abbraccio, le mie lacrime quando ti ho dato da mangiare la prima volta co...n il cucchiaino, ricordo i tanti giorni incerti, le notti insonni, ma nel cuore ogni momento porto i tuoi sorrisi perché quando tu ridi…. allora sì che il mondo cambia colore, il cielo è più azzurro, il sole è più splendente, il mare è più blu!!!!
Sei cresciuta, e sei bellissima, fuori e dentro.
Non perdere mai la gioia e l’entusiasmo di vivere, mia meravigliosa “frittella”, nemmeno nei momenti difficili. Vai dritta per la tua strada, le difficoltà non mancheranno, ma se non ti perderai d’animo saprai affrontarle e ne avrai la ragione.
E ricorda sempre: Tu sei il mio Amore, quello più vero, quello più puro.

La tua mamma

giovedì 27 novembre 2014

GIULIA... TI AMO

Ti amo Giulia, non è un giorno particolare ne un compleanno ma ti amo e volevo dirtelo!

Ti amo Pupattola che hai solo tre anni e che della vita sai già un sacco di cose, per fortuna quasi tutte belle.

Che il tuo passo sia il più possibile lieve, perché tu non abbia mai paura, perché tu non senta mai troppo freddo o troppa fame. Ti adoro quando, spesso ultimamente, dopo aver combinato un pasticcio,...
mi guardi con la testa inclinata di lato e mi chiedi sorridendo: "Sono stata brava?". A te che da quando sei piccolissima vuoi bere l'acqua con le bolle (la chiamavi "acquagàs"). A te che dicevi "albiscotte" al posto di albicocche, "sollècoto" al posto di solletico, "elàscoto" al posto di elastico. A te che l'altra mattina mi hai portato a letto un groviglio di personaggetti e mi hai detto, "Mamma, guarda questo meraviglioso ambarabàm di amici".

E penso a quando vorrai imparare ad andare in bicicletta senza rotelle, a spingerti da sola in altalena, a bere dalla tazza anziché dal biberon. Spero che queste cose succedano presto ma non troppo, e che tu possa tenerti addosso gli ultimi scampoli della tua primissima infanzia ancora per un po'.

Spero tu possa continuare a disegnare quei bei soli caldi, pieni di raggi, e che tu vada avanti ad amare la vita in modo selvaggio, proprio come fai ora. Perché ti restino sempre le stelle negli occhi, i capelli scomposti in testa; ti amo bambina mia, mia prima grande gioia, mio cielo senza nuvole.
 
La tua mamma

mercoledì 30 ottobre 2013

L'AMORE NON SI DIVIDE.... SI MOLTIPLICA

Se dovessi dare un titolo a quello che mi appresto a scrivere.. beh direi che mai frase fù più azzeccata di "L'amore non si divide... ma si moltiplica"...

E' si, proprio così, perché dopo aver festeggiato un anno insieme, la scorsa primavera, abbiamo scoperto che poco più sotto al cuore dove la nostra frittella era nata, ce n'era un altro di cuore che batteva... inaspettatamente, con tanta incredulità e stupore (io pensavo di avere la gastroenterite... solo che erano un paio di mesi che vomitavo!!!) abbiamo scoperto che saresti diventata sorella maggiore di li a pochi mesi....

Hai visto crescere il pancione della mamma, e ogni tanto mi dicevi di smetterla di mangiare perché "pancia bande bande (grande grande) mamma"!! Hai cominciato a parlare all'ombelico raccontandogli mille cose, ed ogni tanto infilandoci pure qualche nocciolina, fosse mai che non arrivava da mangiare a chi c'era nella pancia!!! Ogni tanto battevi a mo di tamburo e gli parlavi raccontandogli la tua giornata a scuola e io ridevo a crepapelle!!!

Il 16 Ottobre è nato Riccardo o come dici tu "Riccardino flatello mio"!!!!!!!!!

Frittellina nostra, quante cose sono cambiate in così poco tempo, stavamo per partire per cercare tua sorella o tuo fratello per il mondo ed invece ecco un altro stravolgimento.

Tu stai imparando, e non è facile di questo ce ne rendiamo conto, ad essere una sorella, a condividere soprattutto le attenzioni di mamma e papà, ci sono giorni in cui va meglio ed altri in cui è più difficile.

Mi sono chiesta tante volte come avresti reagito, tu che sai che sei nata nel nostro cuore e non nella mia pancia, nel veder arrivare tuo fratello arrivare dalla pancia, ed ancora una volta ci stupisci, quando appoggi la tua mano sul cuore e mi dici "io nata qui" e poi dici "Riccardo più giù" con una semplicità disarmante che toglie il fiato. Oppure quando mi chiedi perché è arrivato tuo fratello! E io ti rispondo che grazie all'amore, alla gioia e alla felicità con cui tu hai riempito il nostro cuore e la nostra vita, sei riuscita ad aggiustare la pancia della mamma e li dentro è nato un semino che è diventato Riccardo.

Ora vi guardo crescere insieme, due amori immensi arrivati in maniera così diversa. Ti vedo stringerlo a te e baciarlo ed anche se scalci e urli a volte per la gelosia, la prima cosa che fai quando rientri a casa da scuola il pomeriggio è chiedermi dov'è tu fratello!

Ecco Frittella nostra, questo vorrei che tu sapessi, siete arrivati per vie tanto diverse ma da un unico grande e uguale amore. L'amore mio e di papà e questo ci sarà per sempre e non finirà mai.

mercoledì 6 marzo 2013

BUON COMPLEANNO FRITTELLA

Grazie a te, donna di cui non conosco il nome, potevi percorrere la via del non ritorno ed invece hai scelto la vita per Giulia e poi la via della speranza.
Hai fatto la tua scelta, e ti auguro di essere serena nel pensare che Giulia cresce amata nella sua famiglia.
La provvidenza ha fatto in modo che, per una donna che non era capace di essere mamma, ce ne fosse subito pronta un'altra alla quale non arrivavano i figli, ma ardeva dal desiderio di essere mamma.
Quanto difficile deve essere stato questo gesto.
Ma vorrei che tu sapessi che il tuo abbandono si è fatto atto d'amore!
Non ti temo, e non ti giudico, non mi sento superiore.
Per costruire la vita di Giulia siamo state necessarie entrambe.
Ma sono io che oggi godo di ogni suo sorriso, che asciugo le sue lacrime, che gioisco delle sue conquiste.
Questo è quanto vorrei dirti oggi, a due anni esatti dal giorno in cui la hai data alla luce: noi l'abbiamo raccolta e accudita come un piccolo seme al quale è stata data la possibilità di divenire fiore.
E ora vorrei tu sapessi che vediamo sbocciare i primi meravigliosi petali colorati.
Che Giulia è la nostra felice, spensierata, gioiosa, meravigliosamente bella, FIGLIA.

Buon Compleanno amore della Mamma e del Papà!!!!!

domenica 23 dicembre 2012

UN ANNO DI NOI!!!!!!!!!!!

Eh si frittellina mia oggi è un anno che sei a casa con noi!!!!!!!!

Ti guardo dormire, di là, nel lettone di mamma e "pappo", lo so è contro ogni regola di sana educazione... ma è così... a te piace proprio tanto dormire accoccolata con noi due... e oggi si può fare!!!!!!

Un anno fa partivamo dalla "casa dei bimbi" che ti ha accolto in fasce... carichi di emozione, paura e speranza... è passato un anno, anzi è proprio volato, sei diventata "gande" come dici tu!!!

Hai imparato a correre, parlotti e ci fai sbellicare dalle risate! Ne combini una in più di Pierino, sei una birbante! Per te è tutta una meravigliosa scoperta! Ma lo è anche per noi che scopriamo le cose attraverso i tuoi meravigliosi occhioni!!!!!!!

Hai reso ricca la nostra vita e ogni giorno il nostro amore per te cresce a dismisura.
Oggi guardavi la foto del pancione della zia... e mi dicevi "bimbo" poi hai guardato e toccato la mia pancia e mi hai chiesto se dentro c'era un "bimbo" e quando ti ho spiegato che non eri arrivata dalla mia pancia ma dal cuore di mamma e papà mi hai fatto "spalluccia" e mi hai mandato un bacino con la manina... quasi a volermi dire "non importa mamma... l'importante è che ora sono qui!!!", amore mio non hai nemmeno due anni e capisci tante cose... poi ho guardato in cielo e nel mio cuore ho ringraziato quella mamma e quel papà della pancia che ti hanno dato la vita... che Gesù che tra poche ore nasce gli doni pace nel cuore!!!

martedì 24 gennaio 2012

IL NOSTRO MERAVIGLIOSO ARCOBALENO

E’ passato parecchio tempo dal nostro ultimo post ed il nostro piccolo mondo è stato meravigliosamente ed inaspettatamente travolto da te, piccola frittella.
E’ successo proprio all’improvviso e quando ormai le nostre difese erano abbassate. Ci stavamo arrendendo, lentamente ed inesorabilmente sfiduciati da un attesa lunga e logorante.
Una telefonata che non ci saremmo aspettati, un incontro in cui ci hanno parlato di te e 15 terribili giorni in cui non sapevamo se saremmo diventati i tuoi genitori.
Poi quando ormai pensavamo che nemmeno questa volta ci avrebbe raggiunto la felicità… l’ennesima telefonata ha travolto il nostro destino e ci ha regalato una gioia inaspettata ed immensa.
Il giorno che abbiamo incontrato i tuoi occhi non potremo dimenticarlo mai…. quante emozioni e paure affollavano la nostra mente ed il nostro cuore quando dopo un’ora di chiacchierata con i tuoi “angeli custodi” ci hanno detto che saremmo venuti a conoscerti.
Le parole che stiamo scrivendo non rendono e non riusciranno mai a rendere completamente quale travaso di emozioni quando siamo entrati in quella stanza e abbiamo visto la tua manina sbucare dal passeggino… e tu che con il tuo sguardo fiero e indagatore ci hai studiato un paio di minuti e poi sei venuta in braccio a noi. Non volevamo ci vedessi piangere… non volevamo che ti impaurissi ma credici, amore bello, il nostro cuore era un fiume di lacrime e felicità.
Ci siamo pian piano conosciuti, annusati, studiati, affidati, noi a te e tu a noi.
Il periodo che abbiamo trascorso nella “casa dei bimbi” ci ha dato tanto, tanto abbiamo ricevuto da tutte le persone che con tanto amore, tanta gioia e tanta serenità ti hanno raccolto che eri un fagottino e ti hanno donato serenità e amore, è anche grazie a loro se oggi sei una bambina così meravigliosamente solare, con il sorriso sulle labbra dalla mattina appena sveglia a quando stremata dalla giornata ti addormenti abbracciata a noi.
E’ passato un mese da quando, come Gesù Bambino, sei arrivata a casa, finalmente a casa con mamma e papà. E’ volato questo mese fatto di pappe e cambi pannolini, di latte e pappette… proprio a noi due che eravamo fermamente convinti che saresti arrivata già “grande” da poter correre in bici o andare a scuola!!!
Che bello sentirti chiacchierare a modo tuo nel seggiolone con il nano di gomma… parlargli e raccontargli chissà cosa nella lingua meravigliosa ed incomprensibile dei bimbi.
Che meraviglia vederti dormire serena tra le nostre braccia, sentire il tuo respiro sul collo, la tua manina che ci cerca tra le coperte.
E’ un sussulto al cuore ogni volta che ci chiami Mamma e Papà, è una centrifuga di emozioni.
Quante battaglie hai affrontato nei tuoi pochi mesi di vita, e con il coraggio di una leonessa hai affrontato tutto, con la fierezza che i tuoi occhi portano con se.
A volte mi guardi, con quello sguardo di chi già tanto sa, che quasi tremo dentro… con quello sguardo profondo e penetrante che sembra dirmi che già sai.
C’è un pezzo della tua storia che forse ti farà male un giorno… ma quello che vorremmo tu sapessi è che insieme lo affronteremo, che ci saranno sempre la tua mamma ed il tuo papà insieme a te e cammineremo al tuo fianco sempre.
Quest’attesa, non un minuto di meno, è valsa. Tutto ha avuto un senso ed un compimento il giorno che i nostri occhi si sono incontrati per non lasciarsi più.
Ecco frittella, quando leggerai le pagine di questo diario…. vorremmo tu capissi quanto amore ci ha portato da te… non sappiamo se saremo una brava mamma ed un bravo papà, stiamo facendo del nostro meglio… ma di una cosa siamo sicuri… ti amiamo fin dentro all’ultima particella del nostro essere… sei la materia di cui sono fatti i nostri sogni.
Perdutamente innamorati
Mamma Mara e Papà Max

giovedì 22 dicembre 2011

Frittella.... domani è il grande giorno!

Frittella.... domani è il grande giorno!

Domani verremo da te, come tutti gli altri giorni in questo periodo, ma ci sarà una cosa diversa domani. Domani tornerai finalmente a casa con la tua mamma e il tuo papà.

Sai la mamma ed il papà sono tanto tanto felici, emozionati, impauriti e con la lacrimuccia facile, da quando, ieri, una gentile signora ci ha telefonato e ci ha detto che adesso siamo una famiglia!!!

Mamma e Papà tanto felici!!!!!!!!

lunedì 28 novembre 2011

Sotto un SILOS carico di PROSECCO.... ubriachi di GIOIA

Eh si.... l'avevo promesso... che quando sarebbe toccato a noi... avremmo festeggiato sotto un silos carico di prosecco

“Frittella” sei arrivata in AN.... proprio quando non ce lo aspettavamo più... proprio quando questa attesa si era fatta difficile da sopportare, era diventato tutto più lento, e più faticoso.... e poi improvvisamente... sei arrivata tu piccola G., nostro meraviglioso ARCOBALENO!!!!

Sei così tenera e preziosa, un piccolo fiore.... ci stiamo conoscendo, ogni giorno è una scoperta nuova sia per te che per noi, ma tu stai rendendo semplice quello che pensavamo sarebbe stato difficile! Con te le giornate sono più belle, il sole splende di più, il verde è brillante, il cielo azzurro, i colorì risaltano e risplendono, perchè passano attraverso i tuoi occhi, attraverso il tuo splendido sorriso, attraverso la tua serenità.

Tutto ora ha avuto un senso, anche questa interminabile attesa.... pensavamo di trovarti dall'altra parte del mondo, ed invece.... eri qui ad uno sputacchio da noi!!!!!!

Non sappiamo fare la mamma ed il papà, sappiamo solo che ci proveremo al meglio delle nostre possibilità, magari cadremo e ci sbucceremo qualche ginocchio, ma anche questa sarà un'esperienza.

Un grazie speciale a tutti voi, amici, ed in alto i calici che si brinda alla nostra meravigliosa G.

Mamma e Papà ubriachi di gioia

mercoledì 21 settembre 2011

CIAO PICCOLO CUORE

Ciao Piccolo Cuore,

E' il coraggio che ci stai mettendo nell'aspettarci che ci da la forza di resistere in questa nostra interminabile attesa.
Sappi che noi non ti abbandoneremo, che saremo fedeli alle nostre promesse.
Non perderemo la pazienza, sotto i colpi della prova, guardiamo oltre, trapassiamo la depressione.... si a volte scende una lacrima, ma anche in quella lacrima è nascosto il seme della gioia che arriverà quando saremo finalmente insieme.

L'attesa ha la capacità di tirarti dentro tutto, di trasformarti, di ridefinirti, di farti crescere e di rimodulare la tua esistenza su quello che attendi.
E' una forza potente per concentrare energie, per canalizzare le nostre qualità ed i nostri difetti.

Nell'adozione, l'attesa comincia all'alba. C'è fatica, ansia, rabbia, ma anche desiderio e speranza in questa nostra attesa. Entusiasmo per te che arriverai... ma sai "piccolo cuore", anche noi non siamo rocce e vacilliamo allo scorre del tempo che sembra non passare mai.

Le mie giornate iniziano sempre con lo stesso caffè, caldo e fumante, che mi offre l'occasione per gettare un occhio sul giardino di casa nostra. E li, in quel rito della mattina, i miei pensieri volano e si posano su di te che chissà dove sei.
Non so nulla di te, non ti conosco. Come saranno i tuoi occhi? Provo ad immaginare, ma con scarso successo, la tua faccina. E quasi mi viene da pensare che tutti i bambini del mondo abbiano quella strana e paffuta faccina che avevo io quando ero piccola!!!

E penso alla gioia che il tuo arrivo porterà nella nostra casa, così a misura di "persone grandi".
A come le nostre vite cambieranno. A come non ci saremo abituati. A quanti cambiamenti per te e per noi... quante cose nuove da fare.... e speriamo di farcela "piccolo cuore"!
Insieme impareremo ad accettare, superare gli ostacoli, accoglierci fra le braccia, amarci.

Poi il caffè finisce, ed immancabilmente ogni mattina mi accorgo che ho fatto tardi, girovagando col pensiero verso di te. Allora mentre richiudo furtivamente la speranza nel mio cuore, mi avvio incontro ad un nuovo giorno, nella speranza che sia quello giusto.... quello che mi racconterà di te!

Qualcuno, di cui non ricordo il nome, ha scritto che "l'attesa è una ginnastica del cuore quando fa da palestra ad un grande amore", e allora "piccolo cuore" stai pur sicuro che avrai una mamma ed un papà in splendida forma!!!

Your crazy Mom!!!!

giovedì 31 marzo 2011

SE SOLO POTESSI....

Se solo potessi spiegarti quante volte in questi mesi mi sono seduta davanti a questo schermo e sono stata ad osservare il cursore che lampeggiava.... con mille parole nel cuore per te... e mille lacrime negli occhi... per te che sei ancora così distante!!!

Sogno la tua voce ancora addormentata, che mi dà il buongiorno....

Sento la tua vocina cantare, stonatissima magari, eppure così dolce alle mie orecchie...

I miei consigli.... copriti che fa freddo... non mangiare schifezze... sta attento... non fidarti degli sconosciuti... e mille altri ancora!!!

Le tue prime lacrime con me... e le mie prime per te!!!

Le tue labbra a cuoricino che mi mandano un bacio nella foto sulla scrivania in ufficio!!!

Svegliarmi nel cuore della notte perchè hai fatto un brutto sogno, abbracciarti e dormire tutti e tre nel lettone!!!

I tuoi discorsi infiniti, le mille domande ed i cento perchè di questo e di quello!!!

I tuoi silenzi che ci spaventeranno... le tue paure e le nostre di sbagliare!!!

Il tuo sorriso sereno mentre corri in bicicletta o tiri un calcio ad un pallone!!!

Il mio modo di guardarti sempre con la stessa meraviglia.... come se ti vedessi per la prima volta!!!

...

Il meraviglioso disordine che porterai nella nostra vita!!!

Il nostro mondo che costruiremo e scopriremo insieme!!!

Quanto è dura questa attesa di te.

Ci riempiamo di cose da fare, di persone da vedere, di lavoro e di impegni... per non pensare, per sfuggire dalla quotidianità che vorremmo tanto e che in tutti i modi stiamo rincorrendo.

Forse la signora castana e gentile che abbiamo conosciuto oggi e con cui abbiamo parlato di te e di noi ci potrà aiutare... forse! O forse dobbiamo continuare a guardare verso il sole che sorge... in attesa di te!!!

Sappi che non smetteremo mai di cercarti con tutta la forza e l'amore di cui siamo capaci... noi ci crediamo e ti chiediamo di crederci anche tu... di avere la forza ed il coraggio di aspettarci.

Mamma e Papà

sabato 25 dicembre 2010

BUON NATALE PICCOLO AMORE

Ciao amore bello, oggi è un giorno meraviglioso, è Natale! Siamo ancora tanto lontani ma la tua mamma e il tuo papà ti sentono vicino nei loro cuori e vorrebbero stringerti forte forte!
Piccola stella nostra nel tuo paese è già notte ed è già domani e mamma e papà ti vogliono dedicare questa bellissima canzone scritta da Renato Zero.
Dormi sereno noi arriveremo ovunque tu sia!
Mamma & Papà

Quando la sera spegni la luce
un raggio d'argento in cielo riluce
tutte le cose vanno a dormire
anche le macchine giù nel cortile.

Dormono i baci dentro le bocche
e dormono i libri di filastrocche
dormono i sassi dentro gli stagni
e dormon gli specchi chiusi nei bagni.

Dormono gli acini sopra i viticci
ed castagne chiuse nei ricci
dormono i salti dentro i ginocchi
e tutte le lacrime chiuse negli occhi.

Dormono i cuccioli dentro le cuccie
ed i passerotti sotto le alucce
dormono i compiti nelle cartelle
ed i desideri abbracciati alle stelle.

Dorme la torta di mele nel forno
dorme la tele che vedi di giorno
dormon le ombre dietro le porte
e dormon le note nel pianoforte.

Dorme il trenino che non ha più fretta
dorme la ruota nella bicicletta
dormon le oche coperte di piume
e dormono i pesci nel letto del fiume.

Dormono i numeri dentro le dita
riposa pure la stella cometa
dormono gli angeli ed i cherubini
e dorme la giostra aspettando i bambini.

Dorme lo scivolo ed il cavalluccio
dorme la gomma dentro l'astuccio
dormono gli elfi, i gatti ed i cani
e dormono i gol che farai domani!!!

Soltanto i sogni restano alzati
per far compagnia a tutti gli adormentati!!!
Ssssssss
Buonanotte!

Ciao stellina sogni d'oro!!!!

venerdì 22 ottobre 2010

26 - QUANDO LA CINA TI ENTRA NEL CUORE

Non passa giorno senza che io pensi a questo paese.
La Cina, così grande, così immensa e paradossale, vorremmo essere lì, e non solo perché in Cina c’è nostro figlio. Come si può amare così tanto un posto in cui non ci si è mai stati neppure una volta?


E lo ami conoscendolo, leggendolo, ascoltando i racconti di amici che li hanno realizzato il sogno più grande, innamorandoti perdutamente e baciando i frutti di quella terra. Cercando di cogliere dalle loro parole, le mille sensazioni, gli odori, i paesaggi, la gente, e di farli un po’ anche tuoi.


Ho conosciuto quello che si chiama il mal d’Africa. Pensavo fosse una leggenda metropolitana, poi ho scoperto che era realtà.


Ma il “mal di Cina” è ancora più intenso. Irrefrenabile. Passo ore e ore a spiare su internet, per sapere tutto, vita e politica incluse. A volte guardo l’orologio e penso a che ora è a Pechino. E mi chiedo che fai? Con chi stai giocando? Se hai fame, sete, sonno?
Nemmeno sai che stiamo arrivando…


Ma noi arriviamo… stanne certo… e sarà per sempre.
E come dice “Zia Marta” guarda in cielo, figlio mio.…. guarda le stelle… siamo tutti sotto lo stesso cielo… ed io così ti sento più vicino.

martedì 27 luglio 2010

25 - WAITING FOR...

Attesa: lasso di tempo che intercorre tra l'annuncio di un evento ed il suo verificarsi.

Attesa noiosa, paziente, gioiosa, penosa...

speranze... aspettative...

Attesa, sempre Attesa!

Ciascuno di noi è sempre in attesa, la vita stessa è attesa, continua, di qualcosa. Attese che non sempre si realizzano secondo le nostre aspettative.

Continua attesa e continua ricerca di conoscere il senso della vita e la verità delle cose.

Ci sono poi attese più difficili da affrontare, quelle attese che ciascuno di noi vorrebbe non dover mai vivere, sono queste le attese che ci chiedono con forza di essere in grado di accoglierle disponendoci a viverle nell'amore e con il silenzio.

Amore per te... infinito ed immenso già da ora.
Silenzio... nell'attesa di te.

lunedì 17 maggio 2010

24 - IL RISO DI UN BAMBINO

I bambini sono magici, tutti.
Passando anche un solo minuto con un bambino scopri un mondo.
Un mondo fatto di semplicità, un mondo di colori, un mondo di fantasia.
I bambini si divertono col nulla.
Ieri c'era la festa delle famiglie al nostro paese, tanti bambini, tante famiglie, le risa, i canti mimati, il tiro alla fune, i giochi con le carriole, la gara con i sacchi, in cielo non c'era tanto sole, ma il sole risplendeva negli occhi e nei cuori di quei bambini, delle loro mamme e dei loro papà.
Aria di festa, aria di primavera, di risate e panini con la nutella all'ombra degli alberi del campetto dietro la chiesa!
Ti ho pensato tanto, ti penso spesso.
E' da tempo che tu stai crescendo nelle mie idee, ma ora mi manca la fisicità.
Mi mancano tutte le cose che potremmo fare insieme.
Mi manca l'abbracciarti, mi manca il consolarti, mi manca il proteggerti.
Mi manca ridere con te, mi manca il tuo ridere di me.
Ho voglia di viverti e di lasciarmi vivere.
La tua mamma è una donna forte, un po' severa con se stessa e con gli altri, è una donna combattiva, una donna che conosce il lavoro duro. E poi c'è una donna bambina, quella che si diverte con niente, quella che rimane stupita come un bambino per una frase, un gesto, uno sguardo, quella a cui manca il fiato guardando l'arcobaleno, quella che gioca come un bambino, che è felice colorando la pasta con le tempere, che si diverte con il Didò, quella che si scioglie quando M, il suo piccolo "Gimondi" arriva in sella alla sua mini-bici rossa e con un sorrisone ti dice: "Ti voio bene!".
Quale meraviglia più grande di S. che ti guarda con i suoi occhi grandi e quella voglia di scoprire e di capire il mondo e ti chiede il perchè di questo o di quello.
I bambini sono straordinari, hanno la capacità di insegnare a noi adulti, facendoci ricordare qualcosa che abbiamo dimenticato, ma molto importante, la semplicità.
Vedo molti genitori scocciati dai loro figli, dalle loro richieste di gioco, di collaborazione.
Spero che diventare genitore non mi cambi, spero che la paura di sbagliare non mi cambi.
Non vedo l'ora di pastrocchiare insieme. Biscotti, polpette e gnocchi, torte e pasta fresca, didò e tempere... io e te impiastricciati fino ai capelli..... ma felici!!!


Ciao ciao
la tua mamma "pazzerella"!

giovedì 25 marzo 2010

23 - MANUALE PER SCALARE LE MONTAGNE di Paulo Coelho

  1. Scegli la montagna che desideri scalare: non lasciarti trascinare dai commenti degli altri, che dicono "quella è la più bella", o "questa è più facile". Spenderai molta energia e molto entusiasmo per raggiungere il tuo obiettivo, quindi l'unico responsabile sei tu, e devi essere sicuro di ciò che fai.
  2. Sappi come arrivare davanti alla montagna: molte volte, si vede la montagna da lontano - è bella, interessante, piena di sfide. Ma che succede quando tentiamo di arrivarci? Le strade le girano intorno, ci sono foreste fra te e il tuo obiettivo, quello che sulla mappa appare chiaro, nella vita reale è difficile. Quindi, tenta tutte le strade e tutti i sentieri, fino a che un giorno ti troverai davanti alla vetta che intendi raggiungiere.
  3. Apprendi da chi ha già fatto quel percorso: per quanto tu ti ritenga unico, c'è sempre qualcuno che ha avuto lo stesso sogno prima e ha finito per lasciare alcuni segnali che possono facilitarti nel cammino. La camminata appartiene a te, e anche la responsabilità, ma non dimenticare che l'esperienza altrui è di grande aiuto.
  4. I pericoli, visti da vicino, sono controllabili: quando cominci a salire sulla montagna dei tuoi sogni, presta attenzion all'ambiente circostante. Ci sono precipizi, è ovvio. Ci sono crepe quasi impercettibili. Ci sono rocce talmente levigate dalle tempeste che con il ghiaccio diventano scivolose. Ma se ogni volta saprai dove stai mettendo il piede, noterai le trappole e saprai aggirarle.
  5. Il paesaggio cambia, quindi goditelo: sicuramente è necessario avere un obiettivo in mente, cioè arrivare alla cima. Ma, via via che si sale, si possono vedere altre cose, e non costa niente fermarsi di tanto in tanto a godersi un po' il panorama circostante. Ad ogni metro conquistato, puoi vedere un po' più lontano, e dunqui approfittante per scoprire cose di cui non ti eri accorto.
  6. Rispetta il tuo corpo: soltanto chi dà al corpo l'attenzione che esso merita riesce a scalare una montagna. Tu disponi di tutto il tempo che la vita di dà, quindi cammina senza pretendere ciò che non può essere dato. Se procederai troppo in fretta, ti stancherai e rinuncierai a metà. Se procederai troppo lentamente, potrebbe alare la notte e tu sarai perduto. Goditi il paesaggio, approfitta dell'acqua delle sorgenti e dei frutti che la natura ti da generosamente, ma continua a camminare.
  7. Rispetta la tua anima: non continuare a ripeterti "ce la farò". La tua anima lo sa, ciò di cui ha bisogno è usare la lunga camminata per poter crescere, estendersi sull'orizzonte e raggiungiere il cielo. Una ossessione non è di alcun aiuto nel perseguimento dell'obiettivo e finisce per annullare il piacere della scalata. Ma attenzione: non continuare neppure a ripeterti "è più difficile di quanto pensassi", perchè questo ti farà perdere la forza interiore.
  8. Preparati a precorrere un chilometro in più: il percorso fino alla cima della montagna è sempre maggiore di quanto tu pensi. Non sbagliarti, arriva sempre il momento in cui ciò che sembrava vicino è ancora molto lontano. Ma se sarai preparato ad andare oltre, questo non costituirà un problema.
  9. Gioisci quando arrivi sulla sommità: piangi, batti le mani, urla ai quattro venti che ce l'hai fatta, lascia che il vento lassù in cima purifichi la tua mente, rinfreschi i tuoi piedi sudati e stanchi, ti apra gli occhi, ripulisca il tuo cuore dalla polvere. Che bello, ciò che proma era solo un sogno, un panorama lontano, ora fa parte della tua vita, ce l'hai fatta.
  10. Fai una promessa: approfitta del fatto di avere scoperto una forza di cui ignoravi l'esistenza per dire a te stesso che, d'ora in poi, la userai per il resto dei tuoi giorni. Preferibilmente, prometti anche di soprire un'altra montagna e di partire per una nuova avventura.
  11. Racconta la tua storia: si, racconta la tua storia. Dai il tuo esempio. Di' a tutti che è possibile, e altri avranno il coraggio di affrontare le proprie montagne.

martedì 23 marzo 2010

22 - FILASTROCCA DI TUTTI I BAMBINI

Filastrocca di tutti i bambini,
per gli indiani e per gli abissini
per i russi e per gli inglesi
gli americani ed i francesi
per quelli neri come il carbone
per quelli rossi come il mattone
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se qui è mattina
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa
per quelli che stanno di qua e di là,
in campagna ed in città
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo
con le mani nelle mani
sui paralleli e sui meridiani.

G. Rodari (Filastrocche in cielo ed in terra")

giovedì 18 febbraio 2010

21 - Benvenuto RICCARDO!

Notte fonda, buio pesto
vuoto intorno, tutto tace,
cosa faccio qui da solo?
Questa cosa non mi piace.
La mia mamma dov'è andata?
Dov'è andato il mio papà?
Son sicuro, mi ricordo
eran tutti e due di quà,
poi è bastato un momentino
che mi sono un po' distratto,
gli occhi ho chiuso per il sonno
e il disastro è presto fatto.
Tutti e due son spariti,
e, per farli ritornare,
non c'è niente che funzioni
come piangere e strillare!!!


Ciao RICCARDO.... hai fatto capolino anche tu in questo mondo di pazzi!!!
Credi nell'amore e sii umile nell'imparare, perchè solo grazie a ciò potrai vivere per scelte tue.
Credi negli occhi della tua mamma e del tuo papà quando faranno di tutto per proteggerti, ma sfidali, quando avrai imparato a proteggerti da te.
Credi nelle meraviglie di ciò che attorno a te si apre, senza perdere di vista il tuo cammino.
Ogni esperienza conservala nel tuo cuore, anche la più dolorosa.
Vivi fiducioso del tuo presente, apprensivo del tuo passato, e guerriero per il tuo futuro.
Lotta sempre per i tuoi diritti, ama più che puoi, perchè in questa vita ci sono stati imposti dei limiti: se ami li puoi sorpassare!!!
Questo è l'importante: OLTREPASSARE I LIMITI PER GODERE DELL'IMMENSO.


Buona VITA!!!

Mara & Max

venerdì 29 gennaio 2010

20 - Crescendo impari.... LA FELICITA'

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente....
Non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
La felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose....
... e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverso, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livinston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

sabato 2 gennaio 2010

19 - BUON 2010

Ciao Amore,

Siamo arrivati al 2010.

E' da un po' che non scriviamo, ma non perché ci siamo dimenticati di te.... siamo tanto impegnati in questo periodo, il nonno non sta bene e siamo sempre di corsa tra ospedale, lavoro e le cose da fare... ma vorremmo che tu sapessi che sei nei nostri pensieri sempre e ovunque.

E' arrivato un nuovo anno, che speriamo sarà l'anno che ci farà finalmente incontrare....

Per quest'anno vorremmo regalarti giorni sereni e attimi di straripante felicità, vorremmo regalarti un sorriso, vorremmo regalarti i nostri occhi per farti vedere come si illuminano quando ti pensiamo, vorremmo regalarti tutti i doni del mondo, la pace, l'arte, la natura, la musica.

Vorremmo regalarti il sole ed il mare e poi tutto quello che c'è nel mezzo, un piccolo cane e l'albero della felicità.

Vorremmo regalarti un'estate di corse nel grano, di grilli e di cicale, di notti stellate da guardare in spiaggia a pancia in su, di corda da saltare, di conchiglie da cercare, di ghiaccioli da succhiare sotto l'ombrellone, un'estate a letto fino a tardi, di gelato e di calcio balilla, di chiacchiere strampalate e di risate finché se ne ha voglia, un'estate di lunghe pedalate, di cocco fresco e bomboloni caldi.

Vorremmo regalarti l'energia, la forza e il coraggio.

Vorremmo regalarti una foto, una foto dove siamo assieme.

Vorremmo regalarti un po' della nostra gioia quando pensiamo al giorno in cui ti incontreremo, un po' del nostro desiderio di vederti.

Vorremmo regalarti un albero di Natale, piccolo o grande che sia, con le lucine colorate e tante palline, stelle filanti per quando sei triste e palloncini colorati per quando vedi tutto nero.

Vorremmo regalarti uno spartito nuovo, col pentagramma intonso, dove tu possa scrivere le note della tua musica perfetta, di una musica vera.

Vorremmo regalarti tutti i colori che conosciamo e far si che il mondo sia una tela da dipingere e che la vita sia la galleria dove esporla.

Vorremmo regalarci un biglietto d'aereo per vederci partire e correre da te, e poi una moto, bella e veloce, per stare dietro ad ogni curva della vita... noi tre insieme!!!

Vorremmo regalarci la nostra "famiglia".

Perché sai... quest'anno a Natale mamma e papà hanno ricevuto un regalo speciale da Zia A. e Zio E., un bellissimo presepe di legno... il presepe è il simbolo della famiglia, di "ogni famiglia".... e "ogni famiglia" ha un solo vero colore....

il colore dell'AMORE!

Nostro piccolo o grande "kikko di riso".... ti vogliamo tanto tanto tanto bene!

Mamma e Papà

martedì 22 settembre 2009

18 - PROVERBIO CINESE

Un invisibile filo rosso collega coloro che sono destinati ad incontrarsi, a prescindere dal tempo, dal luogo o dalla circostanza.
Il filo può allungarsi o aggrovigliarsi, ma non potrà mai spezzarsi!

lunedì 24 agosto 2009

17 - IL NOSTRO LIBRO E’ ROSSO E GIALLO!!!

Ogni secondo, ogni istante della nostra vita è una fotografia racchiusa in un libro, scritto con le nostre mani. Ogni giorno si volta la pagina ed il foglio bianco secondo dopo secondo, attimo dopo attimo, si riempie di frasi e di storie.

Ne abbiamo scritte tante pagine in questi anni, su questo nostro libro, e abbiamo versato lacrime e sudore su queste pagine, abbiamo visto crescere in noi la capacità di giudicare, di fare valutazioni su noi come coppia e su ciò che ci circonda, abbiamo visto crescere la nostra anima e l’abbiamo nutrita e curata.

L’anima non ha voce, non ha tempi di attesa o di riposo, non dorme, non lavora e non ingombra spazio. Ma è sempre lì, dentro di noi, ci ascolta e ci parla, ci accompagna nelle decisioni e nelle indecisioni, è lei che ci fa perdere per poi farci ritrovare, lei ci ha accompagnato nei nostri primi incerti passi, nelle risate la mattina appena svegli, nelle lacrime di paura o di rabbia, nelle speranze e nelle delusioni e ci ha insegnato a scrivere e a leggere il nostro libro... pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, paragrafo dopo paragrafo...

Noi saremo i tuoi genitori e nutriamo già ora per te un amore “sconsideratamente” grande. Un amore che speriamo un giorno si sovrapporrà al nostro e speriamo combacerà perfettamente con il nostro.

Un amore inconscio che ci legherà tutta la vita. Un amore incondizionato e che non conosce interruzioni.

Questo è un momento “topico” di questo nostro viaggio in cui ci si ferma un istante a riflettere... ci si interroga... ci si guarda indietro, si sfogliano le vecchie pagine ingiallite del nostro libro; alcune bellissime altre meno belle; l’importante che siano tutte pagine vissute in prima persona, senza che alcunché abbia potuto ostacolare la nostra libertà.

Nella vita tutto cambia, tutto passa e si trasforma, lo abbiamo capito bene in questo periodo, dalla felicità di aver fatto un passo avanti nel nostro cammino verso di te, in un battibaleno siamo stati catapultati avanti in pochissimi giorni. Dopo solo 23 giorni abbiamo saputo che la Cina ci regalerà il tuo sorriso, la tua gioia. Questo paese così immenso, bellissimo e paradossale ci farà diventare finalmente e per sempre famiglia.

Di tempo per arrivare da te ce ne vorrà ancora molto ma il nostro sorriso è sulle labbra ed in spalla portiamo uno zaino pieno di fiducia e di speranza. Insieme a noi tanti amici, due in particolare, che con noi piangono, ridono e ci tengono per mano in questa lunga passeggiata, e noi con loro camminiamo e a nostra volta facciamo il tifo per loro! Perché una delle prossime vacanze insieme la dobbiamo fare in sei! Sì, sì, parliamo proprio a voi che ora leggete e magari sorridete... Ce la siamo promessi quella magnifica vacanza… e succederà presto, ne siamo convinti!!!

Nostro sole d’oriente sempre e per sempre dalla stessa parte

ci troverai...

mercoledì 17 giugno 2009

16 - 1 GIUGNO 2009 – LA STRADA CHE CI PORTA A TE….


Amore della mamma e del papà, non è stato facile arrivare fin qua.
Dopo tanto tempo e tanta fatica ci siamo riusciti... abbiamo conferito il mandato per arrivare da te.
Abbiamo conosciuto delle persone spendide, professionali ma gentili, sensibili, una famiglia... che ci accompagnerà in questo cammino che speriamo sia il più breve possibile e ci farà diventare... NOI TRE... FAMIGLIA.
E' stata una corsa a polmoni aperti, ma anche da testuggine di ariete, fatta in assetto da combattimento e con scudi da difesa, anche contro chi ci ha detto che siamo troppo giovani per essere pronti a questo passo, che dovremmo aspettare.
E poi contro noi stessi, contro le nostre paure.
Di non saperci prendere in carico il dolore di un bambino/a, il suo abbandono, di sentirci accusati un giorno di averti allontanato/a dal tuo paese di origine, dalla tua lingua, dai suoi odori, dalle tue radici, di dover esprimere preferenze sulla tua età, sulle tue condizioni di salute, sulla tua stora possibile di abuso, come se un figlio si potesse scegliere e non semplicemente accoglierlo nella sua magnificenza e nella sua limitatezza.
Abbiamo riflettuto, disperso parole, cercato confronti, abbiamo rivisto la nostra vita all'incontrario ed è stato un rewind, spietato, senza esclusione di colpi, senza indulgere al sentimentalismo, dolciastro e inutile, del mito dell'adozione, che abbiamo dovuto distruggere a colpi di scalpello, a cercare il senso di ciò che abbiamo scelto fino ad ora.
Vedi, nella vita tutto torna e tutto si rivela.
Pensi che non c'entra, invece c'entra - c'entra quando devi cercare il filo di arianna, il filo che ti ha condotto ad intrecciare volti ed esperienze, ad accettare responsabilità e vincoli, a dare alla parola "libertà" e a quella "amore" un significato tuo, nel quale ti scopri donna e uomo, fragili, forti, testardi, impauriti, maschi e bambini.
E dopo tutto questo cercare abbiamo capito che siamo pronti ad adottare proprio perchè sappiamo riconoscere le nostre paure, perchè non ci aspettiamo, nè pretendiamo, l'happy end, perchè sappiamo riconoscere, in te, la dignità ed il coraggio di farci diventare mamma e papà, noi con te e tu con noi.
Mentre scriviamo siamo felici.
Sorridiamo e ci commuoviamo, poi ridiamo e ci asciughamo gli occhi.
Noi già ti amiamo, perchè sei nostro figlio/a, il figlio/a che il mondo ci ha affidato e ce ne prenderemo cura.... SEMPRE e PER SEMPRE!

La tua Mamma e il tuo Papà

venerdì 27 marzo 2009

15 - Tanti Zii... tutti matti

C'era una volta....ebbene si, come nelle migliori favole, anche la nostra storia inizia proprio così.
C'erano una volta, quindi, delle famiglie un po' speciali, che non si conoscevano, tutte avevano in comune la scelta di accogliere un bambino un po' speciale che sarebbe arrivato da un paese molto lontano.
Molto di più queste famiglie non ne sapevano, aspettavano più o meno pazientemente che i fili del destino li unissero finalmente ai bimbi che il cielo aveva loro donato e predestinato già moltissimo tempo prima.
Queste mamme e questi papà (alcuni di loro avevano già dei figli) sapevano di aver fatto la scelta giusta, ma si sentivano a volte come isole nell'oceano, non c'erano molte altre persone che erano in grado di condividere con loro questo lungo cammino.
Un bel giorno però spuntarono all'orizzonte delle fatine, dolci e premurose, e dei maghi dal cuore tenero come il burro: va detto che anche loro erano famiglie di quelle un po' speciali.
In ogni caso, le fate e i maghi iniziarono a preparare la loro pozione magica: in un grandissimo calderone misero prima di tutto enormi sorrisi, un'intera ampolla di comprensione, due vasetti di pazienza, un pizzico di una polverina che donava l'arte di saper ascoltare gli altri e due gocce di un ingrediente magico segretissimo... di cui nessuno saprà mai, e..... il gioco era fatto.
Voi non ci crederete, ma come per incanto quelle che una volta erano isole nell'oceano cominciarono ad avvicinarsi fra di loro e pian piano scoprirono che era possibile condividere concretamente la loro esperienza con altre persone che avevano le loro stesse paure e le loro stesse angosce, che provavano le stesse emozioni e che a volte non c'era bisogno di parole, ma bastava uno sguardo d'intesa per capirsi al volo.
Un altra cosa fù subito molto chiara: il luogo migliore per potersi trovare era, anche, attorno ad una tavola imbandita, il sapore dei cibi e la piacevole dolcezza del bere mitigavano qualsiasi timore e rallegravano ogni attesa.
Inoltre, la magia del banchettare tutti insieme toglieva ogni imbarazzo e scioglieva la lingua anche ai più timidi ed ognuno liberamente poteva esprimere quello che sentiva, quello che lo tormentava o rendere partecipi anche gli altri di ciò che lo rendeva contento.
Ogni occasione per trovarsi era colta al volo, ogni scusa era buona per potersi vedere e stare insieme.
Ed eccoci qua.... Non più isole nella corrente, ma saldo porto di mare, pronti ad accogliere tutte le mamme ed i papà che decidono di percorrere lo stesso nostro cammino, pronti a condividere sogni, attese, timori e gioie.
E quando andremo all'aereoporto, spero presto, ad accogliere una coppia che arriva con il proprio figlio sarà come se fosse arrivato anche un figlio nostro, perchè tutti noi sapremo che vuol dire aspettare trepidanti per il mandato, per l'abbinamento, perchè anche noi sapremo che vuol dire girare e rigirare quella foto mille volte, perchè tutti saremo volati da qualche parte nel mondo - almeno con il nostro cuore e la nostra mente - con quei due genitori.
Ecco perchè quando finalmente le porte del terminal si apriranno ed appariranno i visi disorientati di quella mamma e di quel papà, gli occhi grandi grandi del loro bimbo che sembreranno smarrirsi in un mondo tutto nuovo, noi tutti proveremo una gioia immensa, struggente, che ci chiuderà lo stomaco ed il nodo che avremo alla gola ci impedirà di parlare, almeno per i primi minuti.
Allora.... non ci resterà che restare in beata contemplazione di quella nuova famiglia che si sarà finalmente ritrovata in mezzo all'enorme groviglio di fili con i quali il destino lega da sempre le persone.
E quel bimbo - oltre a ritrovare la sua famiglia - troverà anche un gruppo di zii un po' matti e che forse non cresceranno mai, ma che saranno sempre pronti a giocare e scherzare con lui, a dargli affetto e simpatia, ma soprattutto saranno sempre pronti a stare al suo fianco.
Così ogni volta in cui quelle famiglie un po' speciali si incontreranno si ripeterà sempre la stessa magia: nel loro petto batterà un unico grande cuore che donerà ai loro visi e a quelli dei loro figli lo stesso identico meraviglioso sorriso.

lunedì 23 marzo 2009

14 - Per TE

A volte immagino che occhi avresti avuto,
come sarebbe stato il tuo sorriso,
come sarebbe stato il tuo cuore.
Ho chiuso gli occhi cercando di sentire
il profumo della tua innocenza
e il calore del tuo affetto.
A te che non ci sei
ho affidato i miei sogni, i miei desideri.
Ma non sei mai nato
e il mio cuore ne è stato straziato.
Non ne conosco la ragione.
Solo il destino sa quali pagine del mio libro ha scritto
e quali pagine ha voluto strappare.
Nella strada che ho intrapreso
ti sto cercando fra lo sguardo di altri bambini
sto cercando le tue manine accaldate fra tutte le altre
e il tuo sorriso fra tanti.
Ti cerco
anche se non avrai i miei occhi
anche se non sarai come me.
Ti cerco
e quando ti troverò so che ti amerò più della mia vita.
Per Te voglio profumare di vaniglia
Con Te voglio giocare in un mondo di bolle colorate
e con Te voglio guardare l'orizzonte immaginando un mondo migliore.
Ti cerco
e quando ti troverò cominceremo insieme a scrivere il nostro libro
io la penna e tu l'inchiostro
guardando il cielo per capire se una stella sceglie sempre chi l'ha scelta.
Ovunque tu sia, figlio mio, aspettami.

giovedì 12 marzo 2009

13 - VOLERE E' POTERE

Quante volte mi sono sentita dire questa frase: "Volere è Potere".
Ma io so che è solo uno slogan.
Un piccolo regno... tutti possono averlo.... basta solo scoprirlo, e volerlo....
E' facile dire certe cose quando le si ha.... ma non tutti hanno le stesse fortune.... ci sono derelitti che passano invano la vita a cercare il proprio.... e ci sono molte altre anime che finiscono per rifugiarsi e credere in qualcosa solo per averne uno.... altri che si accontentano di ciò che trovano e cercano di colmarlo di dignità con orpelli borghesi....
Nessuna volontà umana può essere più forte del caso....e se si riesce ad incidere sulla realtà secondo lo scopo, è solo perché è il caso ad aver concesso la fortuna di farsi modellare in un certo senso....
Volere è potere....
Secondo me non esiste una percentuale di volontà che incide sulla propria vita.
E' variabile.
E soprattutto, dipende da quanta ce ne concede il caso.
E questo non vuol dire affatto che il nostro atteggiamento alla vita dev'essere lascivo o permissivo. Anzi. Dobbiamo temprare la nostra volontà, saper combattere, essere decisi.
Il "destino" non esiste.
Il "caso" è una cosa diversa.
Che però per alcuni è fortuna ed altri sfortuna. Tutto qua.
Bisogna sempre cercare di imporre la propria volontà... ma dal volere al potere... c'è di mezzo il "caso" (oltre che alle leggi fisiche, chimiche e scientifiche in generale, ovviamente, che l'uomo non può modificare semplicemente con la volontà)...
E odio quando mi dicono che questi sono discorsi pessimisti. Sono discorsi realistici.
Perché la realtà non è quella che ci sta sotto al palmo del naso.
La realtà è la vita, tutta.

Per nostro figlio:

Credici con tutte le tue forze e poi agisci, sfida il mondo e mettiti sempre in gioco....
COMBATTI PER OTTENERE CIO' CHE DESIDERI!!!!

Amore mio, io e il tuo papà stiamo COMBATTENDO.


venerdì 6 marzo 2009

12 - Questi siamo noi...


Questi siamo noi.... Maggio 2008


Questi siamo noi.... 21 Giugno 2003






Questi siamo noi.... Estate 2001

venerdì 30 gennaio 2009

11 - Caro Figlio Nostro...

C'è chi prende la macchina e va in ospedale
noi varcheremo l'oceano per poterti abbracciare
per sentire battere il tuo cuoricino
per poter vedere il tuo bel visino.

Non ci sono cicogne, cavoli, fiori ed api
non ci sono favole e mondi incantati
è un pò più triste la nostra storia
e qualche pezzo sarà senza memoria.

Ma quando mi guarderai e mi chiamerai “mamma”
si aprirà un cielo in questa stanza
tutto sarà più rosa o più blu,
bello e solare ti prenderò in braccio e comincierò a ballare.

(Utente di Le Radici e Le Ali)

Alcune persone dicono che quando un’idea nasce, non si può più mandarla via.
Ecco tu sei così, un pensiero bellissimo, che io e il tuo papà non possiamo e non vogliamo che se ne vada mai troppo lontano.
La voglia in questo tempo è cresciuta a dismisura e a volte ci dobbiamo limitare nella ricerca di te.
In realtà non sappiamo come sei fatto, non sappiamo se sei un maschietto o una femminuccia.
Non è importante. Il tuo sorriso ci è già familiare. La tua presenza è intensa e indelebile.
Fai parte della nostra vita ormai.
Spesso pensiamo a dove sei, se stai piangendo in qualche culla o se muovi i tuoi primi passi, se corri con i tuoi amichetti o se ti senti sola.
Forse non sei ancora nato e galleggi beato nella pancia della tua mamma.
Vivi la tua piccola vita amore mio… noi arriveremo presto.
Sappi che ti vogliamo già un mondo di bene e non vediamo l’ora di abbracciarti, di annusarti, di toccare la tua pelle e ascoltare la tua voce, di perderci nel lettone a coccolarci la domenica mattina, di insegnarti ad andare in bicicletta, di abbracciarti forte quando cadrai e ti sbuccerai il ginocchio, di scoprire insieme a te le meraviglie del mondo, di andare allo zoo e vedere i leoni, le giraffe e gli ippopotami, di rimboccarti le coperte e aspettare che ti addormenti nel tuo lettino dopo averti letto una bella favola.
A volte la tua mamma ha un sorriso ebete sul volto, e la gente intorno a lei chissà cosa mai penserà….
Bhè non mi importa un granchè, semplicemente perché in quel momento penso a te e il cuore mi batte forte forte….ti vedo sul tappeto in salotto che giochi con papà, a volte me lo immagino alle prese con i vestitini delle bambole oppure con le costruzioni, ti vedo seduto sul seggiolino della bici mentre ci facciamo un giretto la sera d’estate, ci vedo tutti e tre mangiarci un immenso cono gelato e ridere felici con la bocca tutta sporca.
Posso affermarlo con assoluta certezza sarai la bambina o il bambino più bello del mondo!
Dormi sereno questa notte amore mio, gioca, cresci. Non aspettarci, noi arriveremo.
Qui da noi tutto procede, non con la velocità che vorremmo ma si va avanti. C’è qualche dura prova da affrontare, ma tu non ti preoccupare, non saranno certo queste a fermarci.
Il tuo papà e la tua mamma sono più tosti del calcestruzzo…. (poi un giorno un omone alto alto con la barba bianca come babbo natale te lo spiega a che serve il calcestruzzo)!
Io e il tuo papà saremo completi solo quando saremo vicino a te per sempre!
Mi manchi, ci manchi amore mio!

mercoledì 21 gennaio 2009

10 - One Year...One Dream...One Love!

21 Gennaio 2008 - 21 Gennaio 2009

One Year...One Dream...One Love!

E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.
Sono loro l’essenza del vostro sorriso.
Sono sangue e carne della vostra carne
ma non il vostro sangue e la vostra carne.
Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.
Attraverso di voi giungono, ma non da voi.
E benché vivano con voi, non vi appartengono.
Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:
essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
la vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.

Kahlil Gibran, Il profeta

giovedì 4 dicembre 2008

9 - ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM: HABEMUS DECRETO

Dopo aver fatto il corso al Centro Adozioni, dopo esserci districati nel raccogliere tutti i documenti, dopo esserci sottoposti alle analisi richieste, dopo i colloqui con l’Assistente Sociale e i colloqui con lo Psicologo, dopo il colloquio al tribunale e passati i “canonici” mesi di attesa …

ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM: HABEMUS DECRETO.

Il 4 dicembre 2008, 318 giorni dopo la presentazione della nostra domanda di adozione, è arrivata la notifica del decreto d’idoneità all’adozione internazionale.

Si si si …. CE L’ABBIAMO FATTA DAVVERO!!!

Si lo sappiamo è solo un piccolo passo in questo grande mare, eppure ci regala una felicità inaspettata.
E adesso che fare? Il conto alla rovescia va avanti, da quando abbiamo presentato le due domande è passato quasi un anno.
Si è vero siamo lontani dalla nostra meta, ma questo pezzo di carta, quello che stringiamo e ci rigiriamo tra le mani leggendolo e rileggendolo fino a impararlo a memoria, segna uno spartiacque tra un prima e un dopo.
Tra un progetto molto vago (prima) e il concretizzarsi (oggi) del nostro voler essere genitori.

Non sono mancati i momenti difficili di sconforto, di infinita attesa, di scoraggiamento e a volte anche di lacrime durante questi 318 giorni.
Prima di incamminarci in questo lungo cammino, per un periodo, che penso passino tutte le coppie, vedevamo tutte donne incinte, carrozzine, bimbi piccoli belli paffutelli felici e gioiosi. E noi?? e noi attendevamo con ansia, ma ancora non sapevamo cosa ci aspettava.

Non sapevamo quali gioie e sorprese ci riservava il nostro cammino, e le gioie e le sorprese che ci riserverà la nostra nuova vita di MAMMA e PAPA’ che fanno nascere i figli nel cuore.

Come muoverci ora? La ricerca di un ente che a “pelle” ci ispiri non ha portato frutti fino ad ora. Ma siamo fiduciosi, scatterà anche per noi una scintilla che ci guiderà fino a te….

I mesi diventeranno settimane, le settimane diventeranno giorni, i giorni ore, minuti, secondi e poi saremo finalmente insieme.
Io e il tuo PAPA’ ti stiamo aspettando, siamo già nel tuo cuore.

martedì 30 settembre 2008

8 - FIGLI

Dal libro IL PROFETA DEL VENTO

I Figli non voi li crescete, ma essi crescono voi.
Sono essi i vostri educatori, poiché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.
E quando dite: Daremo la Vita a un figlio, sapete quale Vita state dando? Non la loro, ma la Vostra.
Se non avete compreso questo, meglio sarebbe serrare i fianchi e proseguire oltre.
E quando dite: I Figli sono la nostra croce, rallegratevi che essi vi abbiano inchiodato impedendovi di finire nel baratro.
Ed anche quando dite: I nostri Figli ci tolgono un mucchio di tempo, domandatevi se tutto quel tempo che vi viene tolto sarebbe impiegato meglio.
Nella loro infanzia ascoltate i vostri Figli, perché sui loro visi è ancora impigliato qualche frammento del sorriso con cui li hanno rivestiti gli angeli.
Nel tenerli per mano, non date loro fretta, ma camminate al loro passo, perché vogliono guarirvi dal vostro correre.
Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono i vostri alibi per non regalare voi a loro. Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.
Chiamateli per nome, ed essi chiameranno il bimbo in voi, quello che da soli non riuscivate a rianimare, e lo faranno giocare nel giardino della Vita.
E nella loro adolescenza ascoltate i vostri Figli. Gran parte del muro che in quei giorni spesso vi oppongono non l’hanno costruito coi loro mattoni, ma coi vostri. Non chiedete ad essi cose che già voi non fate.
Se siete saggi, vi basterà essere voi stessi. Ma se non lo siete, non saturateli di limiti senza indicare loro le mete, bensì mostrate di queste la bellezza, e otterrete di più che non mostrando i pericoli di eventuali abissi.
Non affliggetevi se educandoli alle regole essi non le rispetteranno. In realtà tremerebbero di paura se tali regole non vi fossero. Le loro trasgressioni sono per collaudarne la veridicità. Altre volte per reclamare invece il vostro rimprovero, a testimonianza del vostro amore per loro.
Se vi feriranno è perché avete porto loro la vostra vulnerabilità. O perché avete dato senza insegnare a dare.
Talvolta sbattendo la porta vi lasceranno, ma anche se li vedete partire, le navi con cui salpano hanno stive colme dei doni consegnati dalle vostre parole buone. E alla prima tempesta vi si rifugeranno.
Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi. E la vostra missione consiste nel donare sempre, anche quando la lama della loro libertà vi taglierà le mani.
Nella loro giovinezza, infine, ascoltate i vostri Figli. Con stupore scorgerete che vi hanno superato, che la loro nave ha oltrepassato tutti i primi scogli, ed ora non ha che davanti lo scoglio più pericoloso: voi.
Saranno infatti chiamati lungo vie di realizzazione che voi non conoscete, e ciecamente sbarrerete loro le strade.
Ma alla pianta è dato di generare, e non di contenere ciò che genera.
Ritenete i vostri progetti più grandi dei progetti che ha la Vita?
Non tratteneteli, dunque. Avete donato loro la vostra Vita. Ora riprendetevela, donando loro di rinunciare a trattenerli.
Sgombrate il vostro cuore da ogni brama di ricevere, perché se il vostro flauto non è cavo, la rinnovata melodia della Vita non potrà attraversarlo.
Se vivrete questa perfetta donazione, saprete amarli nel loro nuovo aspetto, e allora, siano essi Figli del vostro stesso sangue, o siano essi Figli scelti dal cuore, avrete compiuto il terzo passo della vostra crescita.
Potrete così udire le note universali trapassarvi dentro, e capirete che attraverso di voi la Vita ha composto un nuovo canto.

venerdì 27 giugno 2008

7 - SIAMO NEL TUO CUORE

Mi chiedo cosa sentirai, cosa proverai quando ci conosceremo. Cosa penserai della nostra ansia, cosa proverai nell'abbandonarti tra le braccia di due perfetti sconosciuti.
Riusciremo ad accoglierti senza pretendere, a guardarti semplicemente senza avvolgerti con tante parole, inviti, divieti?
Riusciremo a capire le tue esigenze, i tuoi silenzi, le tue paure, a conciliare il tuo carattere con il nostro, a rispettare la tua crescita, cercando il più possibile di accompagnarti verso il tuo domani?
Riusciremo a donarti semplicemente Amore senza nulla chiedere in cambio?
Vorremmo che l'accoglienza che ti sarà riservata non fosse soltanto colma di doni e di attenzioni, vorremmo insegnarti a scegliere liberamente la rotta della tua vita in modo che tu possa prenderne in mano in timone per arrivare alla meta che tu avrai scelto, trovando in te la forza.
Vorremmo che tu imparassi quale tesoro si cela negli altri, valorizzando tutto ciò che di bello e buono c'è in loro, vorremmo soprattutto che "il rispetto", come valore, fosse sempre presente nelle tue scelte importanti.
Vorremmo insegnarti a non avere paura di sbagliare perchè gli errori contengono sempre una lezione, ed è attraverso di loro che il mondo va avanti, vorremmo che sapessi che in ogni momento ci saranno sempre il tuo papà e la tua mamma pronti ad aprirti le braccia.
Vorremmo che le persone che incontrerai fossero capaci di onestà, coerenza, tolleranza. Vorremmo che portassi sempre con te una bilancia per dosare sapientemente umiltà e decisione, accettando e rispettando le regole per una serena convivenza.
Vorremmo che tu fossi felice, imparando la serenità del cuore, è il grande segreto della vita, e questo vuol dire Amare, e solo l'Amore è eterno. L'Amore è il più grande regalo che vorremmo donarti, insegnandoti a coltivarlo giorno per giorno in modo che sia sempre presente nella tua vita, con la freschezza dei primi istanti e con la consepevolezza che più ne saprai dare e più ne riceverai.
Vorremmo, vorremmo.....
Chissà quante altre cose vorremmo donarti nel piccolo mondo che abbiamo pensato per Te!!

giovedì 29 maggio 2008

6 - MADRE TERESA DI CALCUTTA

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

5 - 11 Maggio 2008 FESTA DELLA MAMMA

Oggi è la Festa della Mamma, dei servizi sociali ancora nemmeno l'ombra, siamo un po stanchi di aspettare, questa attesa ci logora. Per la festa della Mamma ho scritto una letterina alla mia mamma sperando un giorno di poter festeggiare anch'io.

Cara Mamma
oggi è la tua festa, una festa piena di amore e ricca di tanti significati. Essere mamma è un lavoro. Si, un lavoro faticoso a volte, ricco di pensieri e preoccupazioni, ma anche pieno di gioia.
E' crescere con i propri figli, donare un'amore incondizionato e senza limiti, è ridere con loro, perchè il sorriso da una fetta di felicità, a volte è anche soffrire per una giornata storta o qualcosa andato male. Ma anche in queste situazioni la mamma c'è sempre. E' il tuo porto sicuro dove approdare durante la tempesta.
Ci avete cresciuto nella libertà e nell'amore, imprimendoci quei valori di lealtà, verità, semplicità, che spero un giorno di essere in grado di trasmettere ai nostri figli.
Volevo solo dirti GRAZIE per quello che fai. Grazie per essere sempre presente nei momenti più difficili, dandomi la spinta che mi permette di scavalcare ogni barriera, ogni ostacolo si presenti.
Mi hai aiutata a crescere concedendomi di scegliere, permettendomi di intraprendere la strada che in quel momento ritenevo fosse giusta. Mi hai accompagnata per le strade della vita, schiarendomi il cammino con la luce dei tuoi sorrisi.
Io e Massimo, ci siamo incamminati in una strada lunga e tortuosa, ma ricca di tante soddisfazioni, che un giorno, speriamo presto, ci farà diventare mamma e papà. Si certo saremo un po' speciali e un po' speciali sarete anche voi nonni, nonni di una creatura venuta da lontano ma già nostra figlia o figlio nel cuore e nell'animo.
I disegni di DIO non sono i nostri. Questo lo abbiamo capito bene, ma la strada tracciata per ognuno di noi a volte non è immediatamente capibile, ci vuole del tempo per interpretarla.
Noi ormai siamo grandi, ma forse è adesso che abbiamo più bisogno di voi. Della vostra forza e del vostro coraggio, della costanza e del vostro appoggio.
Abbiamo bisogno che ci aiutate a diventare genitori e voi nonni, un po' diversi dai genitori e dai nonni usuali, e un po' più tosti degli altri forse, ma con le braccia aperte per donare un'amore incondizionato e sincero a chi deve arrivare.
Grazie MAMMA ti voglio bene
Mara "

E lei mi ha regalato una piantina di roselline rosse dicendomi: "Un piccolo anticipo per quando sarai mamma anche tu!"

4 - ASPETTANDO I SERVIZI SOCIALI - Parte II

Oggi riflettevo sulle motivazioni che spingono una coppia a tentare la strada dell'adozione. E quale debba essere l'approccio corretto.
Sono stati scritti tomi e tomi su questo argomento. La conclusione, assai spesso, pecca di moralismo e tiene scarsamente conto della realtà.
Certo, in linea teorica quella nei confronti dall'adozione dovrebbe essere un'apertura totale all'accoglienza. Tanto che tecnicamente non si dovrebbe nemmeno parlare di "domanda di adozione" ma di "offerta di disponibilità all'adozione".
Nessuno credo, potrebbe nemmeno azzardarsi a negare che nell'adozione il soggetto intorno al quale tutto deve ruotare è i bambino. Che quelle che contano sono le sue necessità, non quelle dei genitori. Ma credo sia pura ideologia pretendere di annullare, di far scomparire, o peggio, di far finta che non esistano delle motivazioni personai dei genitori. Che vanno analizzate, portate alla luce, razionalizzate e incanalate correttamente.
Le molle che fanno scattare la volontà di adottare un bambino, in sostanza sono due: il lutto - la perdita reale o simbolica di un figlio piccolo o comunque di una persona cara da accudire e amare - e la deprivazione, la mancanza di un figlio "naturale" che dia senso e compimento alla propria vita, che riempia un vuoto che, con il passare degli anni, può farsi angosciante.
E' giusto scavare per portare alla luce queste motivazioni, ma è altrettanto giusto ricordare sempre che gli aspiranti genitori adottivi sono pur sempre degli esseri umani, non più santi nè eroi di qualsiasi altro genitore.
Solo forse un po' più tosti, determinati, cocciuti, disposti a superare ostacoli apparentemente insormontabili, ad affrontare prove dure, ad attendere per un tempo di gran lunga superiore non solo a quello di una normale gravidanza, ma a quello quasi triplo della gravidanza delle balene.
Ci siamo interrogati a fondo, ci stiamo tutt'ora interrogando e credo continueremo a farlo in futuro sui reali PERCHE' della nostra scelta.
La conclusione cui siamo, per ora, giunti è che si certo, la spinta iniziale ce l'hanno data due motivazioni: il lutto e la deprivazione. Ma intorno a quelle abbiamo fatto crescere - crescendo contemporaneamente noi stessi - una reale disponibilità, una reale apertura ad accogliere un bambino, o magari più di uno, come figli nostri, da amare, proteggere, educare. E soprattutto rispettare come persone.
Perchè quel NOSTRI non deve significare proprietà ma rapporto tra persone. Persone "grandi" certo, che devono assumersi delle responsabilità nei confronti di persone "piccole", ma tutti comunque PERSONE.
Nessuna delle quali appartiene a nessun'altra, se non nel senso dei legami affetivi che si costituiscono e si consolidano giorno dopo giorno.
Ecco, noi non aspiriamo a diventare santi, né ad essere additati come degli eroi o più modestamente come dei campioni di altruismo. Più semplicemente, più banalmente, aspiriamo ad esere dei buoni genitori, a dare a uno o più bambini una possibilità di vita migliore. E insieme, senza far finta che non sia così, a godere delle gioie - insieme alle inevitabili tribolazioni - dell'allevare dei figli, ad amarli ed essere amati.
Di tempo per riflettere ne abbiamo in abbondanza!!!!!!!!!!

4 - ASPETTANDO I SERVIZI SOCIALI - Parte I

Chissà quando saremo convocati dall'assistente sociale???????
Questa è la domanda che ora rimbomba nella nostra mente.
E allora a controllare di non aver ricevuto telefonate nella segreteria, i telefonini, la cassetta postale, ecc. ecc. ecc. Le solite manie insomma!!!
E' trepidante questa attesa. Ovviamente. Da quello che decideranno i servizi sociali dipende se la nostra domanda andrà avanti o meno.
Siamo completamente nelle loro mani e la cosa mi appare tutt'altro che rassicurante.
Penso a quello che ci chiederà, a come le sembreremo.
La prima domanda che ci siamo fatti pensando alla strada verso cui ci siamo incamminati è PERCHE?

PERCHE' prima abbiamo sperato, di riuscire ad avere un figlio per via naturale (non mi piace la definizione di figlio "biologico" quasi da contrapporre a quella di figlio "adottivo"), come se quest'ultimo non fosse, altrettanto biologico, fatto di carne e sangue, intelligenza e sentimenti, emozioni e bisogni.
Non ci siamo riusciti, e in questo doloroso percorso abbiamo conosciuto sia il lutto della perdita, sia la deprivazione della mancanca, ovvero ambedue le principali molle che spingono una coppia all'adozione.
Ci siamo arresi all'evidenza e abbiamo maturato quell'elaborazione del lutto che sola può portare ad aprirsi onestamente e responsabilmente all'adozione.
Le domande che ci facciamo in questi giorni:

- Siamo disposti ad accogliere un bambino di un'altra razza, magari nero o con gli occhi a mandorla?
Si certo, che domande sono! Sicuri sicuri? Messa così la domanda sempra quasi offensiva per chi, come noi, è antirazzista nel profondo e nella coerenza dei gesti quotidiani. Ma ci troviamo a riflettere. E la risposta diventa "SI però...", nel senso che si, non abbiamo alcun dubbio della nostra capacità di amare un bambino a prescindere dal colore della sua pelle o dai suoi tratti somatici. Però ci interroghiamo sui rischi di discriminazione e di emarginazione cui quel bambino/bambina/bambini possono andare incontro, nella scuola, per strada, sull'autobus, vivendo un un mondo di giorno in giorno più egoista e a volte xenofobo.

- E un bambino con un handicap più o meno grave?
A costo di sembrare egoisti - intendo dire più egoisti di quel che riteniamo di essere - scegliamo di essere sinceri: un handicap non gravissimo e ppurchè di natura fisica, non mentale, non ci spaventa. Altre forme di handicap, invece, temiamo di non essere in grado di affrontarle e di gestirle. Siamo egoisti dunque? In parte SI.
E' ovvio che chiunque sogna un figlio bellissimo, sanissimo, intelligentissimo.
Poi, la realtà, il caso, il destino, la natura, DIO, s'incarica di metterci di fronte a situazioni anche molto lontane dai nostri sogni.
E siccome un figlio noi non dobbiamo crearlo con la roulette russa dei nostri cromosomi, ma intendiamo adottarlo, confrontandoci quindi da subito con una persona, un'essere umano già esistente, con una vita e una storia sue, allora concedeteci di pensare che ci piacerebbe trovarne uno su misura per i nostri desideri.
Lo sappiamo fin da quando abbiamo cominciato a parlare tra noi di questo nostro progetto: l'abbinamento, se mai ci arriveremo, dovrà essere fatto da altri, da persone competenti alle quali non indicheremo preferenze, né di nazionalità né di sesso né di altro.
Però ci siamo interrogati a fondo sul grado - come dire - della nostra capacità di accoglienza. Che dobbiamo ammetterlo onestamente, si ferma sulla soglia dell'handicap fisico gravissimo o di quello mentale.
Non siamo pronti per questo, non ci sentiamo all'altezza, non ci sentiamo disponibili.
Questa frase non rende il travaglio che c'è dietro a questa decisione. Il punto è che noi due, noi Mara e Massimo, non ce la sentiamo di affrontare la responsabilità di una vita così bisognosa di cure, temiamo che ne finiremo travolti.
Non ci sentiamo nè santi nè eroi. Forse un po' meschini, un po' cinici, forse è moralmente condannabile il nostro egoismo. Sicuramente sarebbe condannabile l'ipocrisia di dire oggi SI e domani tirarci indietro.
E sarebbe criminale arrivare magari al punto di accogliere un bimbo diversamente abile, per poi andare incontro ad un sicuro fallimento.

3 - CONVOCAZIONE DAI CARABINIERI

Domenica, 24 Febbraio 2008
Dobbiamo presentarci oggi dai carabinieri, per le verifiche di rito a proposito della nostra domanda di adozione.
La stazione dei carabinieri è al pianterreno di una palazzina di mattoni rossi.
Sono le nove del mattino, un'ora antelucana visti i nostri orari in questo periodo.
L'aria è ancora abbastanza fredda, e anche dentro, nella disadorna stanzetta in cui ci fanno accomodare, non è che faccia caldo.
Bisogna avere pazienza, ci dicono, il maresciallo deve arrivare. Già PAZIENZA. E' probabilmente il termine che più ci sentiremo ripetere in questi mesi che ci aspettano!!!
Bisogna averne davvero tanta di pazienza, o meglio di determinazione, di ostinazione, per non farsi prendere dallo sconforto e rinunciare.
Ogni piccolo passo avanti costa fatica, una fatica immensa e del tutto sproporzionata alla reale entità dell'azione che stiamo compiendo.
Mentre aspettiamo, ci diciamo, che anche questo fa parte delle regole del gioco, che anche questa ennesima attesa è una prova da superare, una dimostrazione da dare della nostra effettiva volontà di andare avanti, di andare fino in fondo.
Finalmente, verso le dieci, arriva il maresciallo.
E' giovane e simpatico, molto lontano dallo stereotipo del carabiniere. Si scusa per il ritardo e simette subito al lavoro. Quello che deve chiederci, annucia, scusandosene nel tono se non nelle parole, è esattamente quello che già avbbiamo dichiarato nella domanda di adozione: generalità, residenza, occupazione, reddito, proprietà, e cose del genere. Lui deve controllare. Un passaggio del tutto inutile dal punto di vista sostanziale, insomma, ma indispensabile sul piano burocratico. Senza il VISTO dei carabinieri non è possibile avviare l'istruttoria della pratica presso i servizi sociali.
Ci sottoponiamo di buon grado, tanto non abbiamo scelta, e quindi tanto vale collaborare, Una formalità appunto. Ma di vitale importanza.
Infreddoliti e depressi dall'apparente stupidità di queste procedure, lasciamo la stazione dei carabinieri e ci godiamo la domenica che ci resta, visto che usciamo dalla caserma alle ore dodici.

Ogni passaggio di questo iter costa fatica.
Dal punto di vista psicologico, ovviamente, ma anche dal punto di vista pratico: far quadrare gli impegni richiesti dalla pratica di adozione con quelli del lavoro non è sempre un'impresa facilissima.

Più rifletto e più mi rendo conto che dobbiamo operare una sostanziale rivoluzione della nostra scala di valori di riferimento.
Finora abbiamo dovuto rispondere solo a noi stessi, alla nostra vita di coppia, di adulti coscienti e responsabili.
Dobbiamo renderci conto che essere responsabili anche nei confronti di un bambino ci impone di cambiare tutto, di mettere lei o lui o loro al centro di tutto.
Non per un'astratto spirito di sacrificio, ma perchè è un suo/loro preciso diritto. Mi piacerebbe, che chi ci verrà affidato possa trovare in noi delle sicurezze, non delle incertezze e degli sradicamenti da aggiungere a incertezze e sradicamenti che già faranno inevitabilmente parte del suo vissuto.
Ne saremo capaci? E' questa una delle domande che più spesso ci ripediamo.
A volte temiamo di non esserne all'altezza. Non di poter essere dei buoni genitori in astratto.
Di buone letture in questo senso ne abbiamo fatte tante, e anche da molto tempo. Ma nel concreto di cose come queste: saper dedicare ai figli l'attenzione che esigono e che meritano, saper giocare con loro, saper ancora tentare di guardare il mondo con i loro occhi. Saper dare delle risposte, non burocratiche alle loro domande.
Spero che, quando diventeremo MAMMA e PAPA', ci ricorderemo di cosa vuol dire essere bambino.
Come dovremo comportarci? Certo, ragionarci teoricamente non serve a un granchè. E' nel concreto che bisogna misurarsi, non c'è dubbio. Ma anche ragionarci prima è comunque un utile esercizio.
So che dovremo necessariamente scendere a qualche compromesso con noi stessi, che qualche volta dovremo morderci la lingua e qualche volta prendere decisioni sgradevoli ma necessarie. Ma nei limiti del possibile penso che cercheremo di guardare le cose anche con gli occhi di un bambino. Può servire a essere più giusti. A essere - mi auguro - dei genitori migliori.