venerdì 29 gennaio 2010
20 - Crescendo impari.... LA FELICITA'
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente....
Non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
La felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose....
... e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverso, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livinston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
sabato 2 gennaio 2010
19 - BUON 2010
Ciao Amore,
Siamo arrivati al 2010.
E' da un po' che non scriviamo, ma non perché ci siamo dimenticati di te.... siamo tanto impegnati in questo periodo, il nonno non sta bene e siamo sempre di corsa tra ospedale, lavoro e le cose da fare... ma vorremmo che tu sapessi che sei nei nostri pensieri sempre e ovunque.
E' arrivato un nuovo anno, che speriamo sarà l'anno che ci farà finalmente incontrare....
Per quest'anno vorremmo regalarti giorni sereni e attimi di straripante felicità, vorremmo regalarti un sorriso, vorremmo regalarti i nostri occhi per farti vedere come si illuminano quando ti pensiamo, vorremmo regalarti tutti i doni del mondo, la pace, l'arte, la natura, la musica.
Vorremmo regalarti il sole ed il mare e poi tutto quello che c'è nel mezzo, un piccolo cane e l'albero della felicità.
Vorremmo regalarti un'estate di corse nel grano, di grilli e di cicale, di notti stellate da guardare in spiaggia a pancia in su, di corda da saltare, di conchiglie da cercare, di ghiaccioli da succhiare sotto l'ombrellone, un'estate a letto fino a tardi, di gelato e di calcio balilla, di chiacchiere strampalate e di risate finché se ne ha voglia, un'estate di lunghe pedalate, di cocco fresco e bomboloni caldi.
Vorremmo regalarti l'energia, la forza e il coraggio.
Vorremmo regalarti una foto, una foto dove siamo assieme.
Vorremmo regalarti un po' della nostra gioia quando pensiamo al giorno in cui ti incontreremo, un po' del nostro desiderio di vederti.
Vorremmo regalarti un albero di Natale, piccolo o grande che sia, con le lucine colorate e tante palline, stelle filanti per quando sei triste e palloncini colorati per quando vedi tutto nero.
Vorremmo regalarti uno spartito nuovo, col pentagramma intonso, dove tu possa scrivere le note della tua musica perfetta, di una musica vera.
Vorremmo regalarti tutti i colori che conosciamo e far si che il mondo sia una tela da dipingere e che la vita sia la galleria dove esporla.
Vorremmo regalarci un biglietto d'aereo per vederci partire e correre da te, e poi una moto, bella e veloce, per stare dietro ad ogni curva della vita... noi tre insieme!!!
Vorremmo regalarci la nostra "famiglia".
Perché sai... quest'anno a Natale mamma e papà hanno ricevuto un regalo speciale da Zia A. e Zio E., un bellissimo presepe di legno... il presepe è il simbolo della famiglia, di "ogni famiglia".... e "ogni famiglia" ha un solo vero colore....
il colore dell'AMORE!
Nostro piccolo o grande "kikko di riso".... ti vogliamo tanto tanto tanto bene!
Mamma e Papà
martedì 22 settembre 2009
18 - PROVERBIO CINESE
Il filo può allungarsi o aggrovigliarsi, ma non potrà mai spezzarsi!
lunedì 24 agosto 2009
17 - IL NOSTRO LIBRO E’ ROSSO E GIALLO!!!
Ogni secondo, ogni istante della nostra vita è una fotografia racchiusa in un libro, scritto con le nostre mani. Ogni giorno si volta la pagina ed il foglio bianco secondo dopo secondo, attimo dopo attimo, si riempie di frasi e di storie.
Ne abbiamo scritte tante pagine in questi anni, su questo nostro libro, e abbiamo versato lacrime e sudore su queste pagine, abbiamo visto crescere in noi la capacità di giudicare, di fare valutazioni su noi come coppia e su ciò che ci circonda, abbiamo visto crescere la nostra anima e l’abbiamo nutrita e curata.
L’anima non ha voce, non ha tempi di attesa o di riposo, non dorme, non lavora e non ingombra spazio. Ma è sempre lì, dentro di noi, ci ascolta e ci parla, ci accompagna nelle decisioni e nelle indecisioni, è lei che ci fa perdere per poi farci ritrovare, lei ci ha accompagnato nei nostri primi incerti passi, nelle risate la mattina appena svegli, nelle lacrime di paura o di rabbia, nelle speranze e nelle delusioni e ci ha insegnato a scrivere e a leggere il nostro libro... pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, paragrafo dopo paragrafo...
Noi saremo i tuoi genitori e nutriamo già ora per te un amore “sconsideratamente” grande. Un amore che speriamo un giorno si sovrapporrà al nostro e speriamo combacerà perfettamente con il nostro.
Un amore inconscio che ci legherà tutta la vita. Un amore incondizionato e che non conosce interruzioni.
Questo è un momento “topico” di questo nostro viaggio in cui ci si ferma un istante a riflettere... ci si interroga... ci si guarda indietro, si sfogliano le vecchie pagine ingiallite del nostro libro; alcune bellissime altre meno belle; l’importante che siano tutte pagine vissute in prima persona, senza che alcunché abbia potuto ostacolare la nostra libertà.
Nella vita tutto cambia, tutto passa e si trasforma, lo abbiamo capito bene in questo periodo, dalla felicità di aver fatto un passo avanti nel nostro cammino verso di te, in un battibaleno siamo stati catapultati avanti in pochissimi giorni. Dopo solo 23 giorni abbiamo saputo che la Cina ci regalerà il tuo sorriso, la tua gioia. Questo paese così immenso, bellissimo e paradossale ci farà diventare finalmente e per sempre famiglia.
Di tempo per arrivare da te ce ne vorrà ancora molto ma il nostro sorriso è sulle labbra ed in spalla portiamo uno zaino pieno di fiducia e di speranza. Insieme a noi tanti amici, due in particolare, che con noi piangono, ridono e ci tengono per mano in questa lunga passeggiata, e noi con loro camminiamo e a nostra volta facciamo il tifo per loro! Perché una delle prossime vacanze insieme la dobbiamo fare in sei! Sì, sì, parliamo proprio a voi che ora leggete e magari sorridete... Ce la siamo promessi quella magnifica vacanza… e succederà presto, ne siamo convinti!!!
Nostro sole d’oriente sempre e per sempre dalla stessa parte
ci troverai...
mercoledì 17 giugno 2009
16 - 1 GIUGNO 2009 – LA STRADA CHE CI PORTA A TE….

Dopo tanto tempo e tanta fatica ci siamo riusciti... abbiamo conferito il mandato per arrivare da te.
Abbiamo conosciuto delle persone spendide, professionali ma gentili, sensibili, una famiglia... che ci accompagnerà in questo cammino che speriamo sia il più breve possibile e ci farà diventare... NOI TRE... FAMIGLIA.
E' stata una corsa a polmoni aperti, ma anche da testuggine di ariete, fatta in assetto da combattimento e con scudi da difesa, anche contro chi ci ha detto che siamo troppo giovani per essere pronti a questo passo, che dovremmo aspettare.
E poi contro noi stessi, contro le nostre paure.
Di non saperci prendere in carico il dolore di un bambino/a, il suo abbandono, di sentirci accusati un giorno di averti allontanato/a dal tuo paese di origine, dalla tua lingua, dai suoi odori, dalle tue radici, di dover esprimere preferenze sulla tua età, sulle tue condizioni di salute, sulla tua stora possibile di abuso, come se un figlio si potesse scegliere e non semplicemente accoglierlo nella sua magnificenza e nella sua limitatezza.
Abbiamo riflettuto, disperso parole, cercato confronti, abbiamo rivisto la nostra vita all'incontrario ed è stato un rewind, spietato, senza esclusione di colpi, senza indulgere al sentimentalismo, dolciastro e inutile, del mito dell'adozione, che abbiamo dovuto distruggere a colpi di scalpello, a cercare il senso di ciò che abbiamo scelto fino ad ora.
Vedi, nella vita tutto torna e tutto si rivela.
Pensi che non c'entra, invece c'entra - c'entra quando devi cercare il filo di arianna, il filo che ti ha condotto ad intrecciare volti ed esperienze, ad accettare responsabilità e vincoli, a dare alla parola "libertà" e a quella "amore" un significato tuo, nel quale ti scopri donna e uomo, fragili, forti, testardi, impauriti, maschi e bambini.
E dopo tutto questo cercare abbiamo capito che siamo pronti ad adottare proprio perchè sappiamo riconoscere le nostre paure, perchè non ci aspettiamo, nè pretendiamo, l'happy end, perchè sappiamo riconoscere, in te, la dignità ed il coraggio di farci diventare mamma e papà, noi con te e tu con noi.
Mentre scriviamo siamo felici.
Sorridiamo e ci commuoviamo, poi ridiamo e ci asciughamo gli occhi.
Noi già ti amiamo, perchè sei nostro figlio/a, il figlio/a che il mondo ci ha affidato e ce ne prenderemo cura.... SEMPRE e PER SEMPRE!
La tua Mamma e il tuo Papà
venerdì 27 marzo 2009
15 - Tanti Zii... tutti matti
C'erano una volta, quindi, delle famiglie un po' speciali, che non si conoscevano, tutte avevano in comune la scelta di accogliere un bambino un po' speciale che sarebbe arrivato da un paese molto lontano.
Molto di più queste famiglie non ne sapevano, aspettavano più o meno pazientemente che i fili del destino li unissero finalmente ai bimbi che il cielo aveva loro donato e predestinato già moltissimo tempo prima.
Queste mamme e questi papà (alcuni di loro avevano già dei figli) sapevano di aver fatto la scelta giusta, ma si sentivano a volte come isole nell'oceano, non c'erano molte altre persone che erano in grado di condividere con loro questo lungo cammino.
Un bel giorno però spuntarono all'orizzonte delle fatine, dolci e premurose, e dei maghi dal cuore tenero come il burro: va detto che anche loro erano famiglie di quelle un po' speciali.
In ogni caso, le fate e i maghi iniziarono a preparare la loro pozione magica: in un grandissimo calderone misero prima di tutto enormi sorrisi, un'intera ampolla di comprensione, due vasetti di pazienza, un pizzico di una polverina che donava l'arte di saper ascoltare gli altri e due gocce di un ingrediente magico segretissimo... di cui nessuno saprà mai, e..... il gioco era fatto.
Voi non ci crederete, ma come per incanto quelle che una volta erano isole nell'oceano cominciarono ad avvicinarsi fra di loro e pian piano scoprirono che era possibile condividere concretamente la loro esperienza con altre persone che avevano le loro stesse paure e le loro stesse angosce, che provavano le stesse emozioni e che a volte non c'era bisogno di parole, ma bastava uno sguardo d'intesa per capirsi al volo.
Un altra cosa fù subito molto chiara: il luogo migliore per potersi trovare era, anche, attorno ad una tavola imbandita, il sapore dei cibi e la piacevole dolcezza del bere mitigavano qualsiasi timore e rallegravano ogni attesa.
Inoltre, la magia del banchettare tutti insieme toglieva ogni imbarazzo e scioglieva la lingua anche ai più timidi ed ognuno liberamente poteva esprimere quello che sentiva, quello che lo tormentava o rendere partecipi anche gli altri di ciò che lo rendeva contento.
Ogni occasione per trovarsi era colta al volo, ogni scusa era buona per potersi vedere e stare insieme.
Ed eccoci qua.... Non più isole nella corrente, ma saldo porto di mare, pronti ad accogliere tutte le mamme ed i papà che decidono di percorrere lo stesso nostro cammino, pronti a condividere sogni, attese, timori e gioie.
E quando andremo all'aereoporto, spero presto, ad accogliere una coppia che arriva con il proprio figlio sarà come se fosse arrivato anche un figlio nostro, perchè tutti noi sapremo che vuol dire aspettare trepidanti per il mandato, per l'abbinamento, perchè anche noi sapremo che vuol dire girare e rigirare quella foto mille volte, perchè tutti saremo volati da qualche parte nel mondo - almeno con il nostro cuore e la nostra mente - con quei due genitori.
Ecco perchè quando finalmente le porte del terminal si apriranno ed appariranno i visi disorientati di quella mamma e di quel papà, gli occhi grandi grandi del loro bimbo che sembreranno smarrirsi in un mondo tutto nuovo, noi tutti proveremo una gioia immensa, struggente, che ci chiuderà lo stomaco ed il nodo che avremo alla gola ci impedirà di parlare, almeno per i primi minuti.
Allora.... non ci resterà che restare in beata contemplazione di quella nuova famiglia che si sarà finalmente ritrovata in mezzo all'enorme groviglio di fili con i quali il destino lega da sempre le persone.
E quel bimbo - oltre a ritrovare la sua famiglia - troverà anche un gruppo di zii un po' matti e che forse non cresceranno mai, ma che saranno sempre pronti a giocare e scherzare con lui, a dargli affetto e simpatia, ma soprattutto saranno sempre pronti a stare al suo fianco.
Così ogni volta in cui quelle famiglie un po' speciali si incontreranno si ripeterà sempre la stessa magia: nel loro petto batterà un unico grande cuore che donerà ai loro visi e a quelli dei loro figli lo stesso identico meraviglioso sorriso.
lunedì 23 marzo 2009
14 - Per TE
come sarebbe stato il tuo sorriso,
come sarebbe stato il tuo cuore.
Ho chiuso gli occhi cercando di sentire
il profumo della tua innocenza
e il calore del tuo affetto.
A te che non ci sei
ho affidato i miei sogni, i miei desideri.
Ma non sei mai nato
e il mio cuore ne è stato straziato.
Non ne conosco la ragione.
Solo il destino sa quali pagine del mio libro ha scritto
e quali pagine ha voluto strappare.
Nella strada che ho intrapreso
ti sto cercando fra lo sguardo di altri bambini
sto cercando le tue manine accaldate fra tutte le altre
e il tuo sorriso fra tanti.
Ti cerco
anche se non avrai i miei occhi
anche se non sarai come me.
Ti cerco
e quando ti troverò so che ti amerò più della mia vita.
Per Te voglio profumare di vaniglia
Con Te voglio giocare in un mondo di bolle colorate
e con Te voglio guardare l'orizzonte immaginando un mondo migliore.
Ti cerco
e quando ti troverò cominceremo insieme a scrivere il nostro libro
io la penna e tu l'inchiostro
guardando il cielo per capire se una stella sceglie sempre chi l'ha scelta.
Ovunque tu sia, figlio mio, aspettami.
giovedì 12 marzo 2009
13 - VOLERE E' POTERE
venerdì 6 marzo 2009
venerdì 30 gennaio 2009
11 - Caro Figlio Nostro...
noi varcheremo l'oceano per poterti abbracciare
per sentire battere il tuo cuoricino
per poter vedere il tuo bel visino.
Non ci sono cicogne, cavoli, fiori ed api
non ci sono favole e mondi incantati
è un pò più triste la nostra storia
e qualche pezzo sarà senza memoria.
Ma quando mi guarderai e mi chiamerai “mamma”
si aprirà un cielo in questa stanza
tutto sarà più rosa o più blu,
bello e solare ti prenderò in braccio e comincierò a ballare.
(Utente di Le Radici e Le Ali)
Alcune persone dicono che quando un’idea nasce, non si può più mandarla via.
Ecco tu sei così, un pensiero bellissimo, che io e il tuo papà non possiamo e non vogliamo che se ne vada mai troppo lontano.
La voglia in questo tempo è cresciuta a dismisura e a volte ci dobbiamo limitare nella ricerca di te.
In realtà non sappiamo come sei fatto, non sappiamo se sei un maschietto o una femminuccia.
Non è importante. Il tuo sorriso ci è già familiare. La tua presenza è intensa e indelebile.
Fai parte della nostra vita ormai.
Spesso pensiamo a dove sei, se stai piangendo in qualche culla o se muovi i tuoi primi passi, se corri con i tuoi amichetti o se ti senti sola.
Forse non sei ancora nato e galleggi beato nella pancia della tua mamma.
Vivi la tua piccola vita amore mio… noi arriveremo presto.
Sappi che ti vogliamo già un mondo di bene e non vediamo l’ora di abbracciarti, di annusarti, di toccare la tua pelle e ascoltare la tua voce, di perderci nel lettone a coccolarci la domenica mattina, di insegnarti ad andare in bicicletta, di abbracciarti forte quando cadrai e ti sbuccerai il ginocchio, di scoprire insieme a te le meraviglie del mondo, di andare allo zoo e vedere i leoni, le giraffe e gli ippopotami, di rimboccarti le coperte e aspettare che ti addormenti nel tuo lettino dopo averti letto una bella favola.
A volte la tua mamma ha un sorriso ebete sul volto, e la gente intorno a lei chissà cosa mai penserà….
Bhè non mi importa un granchè, semplicemente perché in quel momento penso a te e il cuore mi batte forte forte….ti vedo sul tappeto in salotto che giochi con papà, a volte me lo immagino alle prese con i vestitini delle bambole oppure con le costruzioni, ti vedo seduto sul seggiolino della bici mentre ci facciamo un giretto la sera d’estate, ci vedo tutti e tre mangiarci un immenso cono gelato e ridere felici con la bocca tutta sporca.
Posso affermarlo con assoluta certezza sarai la bambina o il bambino più bello del mondo!
Dormi sereno questa notte amore mio, gioca, cresci. Non aspettarci, noi arriveremo.
Qui da noi tutto procede, non con la velocità che vorremmo ma si va avanti. C’è qualche dura prova da affrontare, ma tu non ti preoccupare, non saranno certo queste a fermarci.
Il tuo papà e la tua mamma sono più tosti del calcestruzzo…. (poi un giorno un omone alto alto con la barba bianca come babbo natale te lo spiega a che serve il calcestruzzo)!
Io e il tuo papà saremo completi solo quando saremo vicino a te per sempre!
Mi manchi, ci manchi amore mio!
mercoledì 21 gennaio 2009
10 - One Year...One Dream...One Love!
One Year...One Dream...One Love!
E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.
Sono loro l’essenza del vostro sorriso.
Sono sangue e carne della vostra carne
ma non il vostro sangue e la vostra carne.
Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.
Attraverso di voi giungono, ma non da voi.
E benché vivano con voi, non vi appartengono.
Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:
essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
la vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.
Kahlil Gibran, Il profeta
giovedì 4 dicembre 2008
9 - ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM: HABEMUS DECRETO
ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM: HABEMUS DECRETO.
Il 4 dicembre 2008, 318 giorni dopo la presentazione della nostra domanda di adozione, è arrivata la notifica del decreto d’idoneità all’adozione internazionale.
Si si si …. CE L’ABBIAMO FATTA DAVVERO!!!
Si lo sappiamo è solo un piccolo passo in questo grande mare, eppure ci regala una felicità inaspettata.
E adesso che fare? Il conto alla rovescia va avanti, da quando abbiamo presentato le due domande è passato quasi un anno.
Si è vero siamo lontani dalla nostra meta, ma questo pezzo di carta, quello che stringiamo e ci rigiriamo tra le mani leggendolo e rileggendolo fino a impararlo a memoria, segna uno spartiacque tra un prima e un dopo.
Tra un progetto molto vago (prima) e il concretizzarsi (oggi) del nostro voler essere genitori.
Non sono mancati i momenti difficili di sconforto, di infinita attesa, di scoraggiamento e a volte anche di lacrime durante questi 318 giorni.
Prima di incamminarci in questo lungo cammino, per un periodo, che penso passino tutte le coppie, vedevamo tutte donne incinte, carrozzine, bimbi piccoli belli paffutelli felici e gioiosi. E noi?? e noi attendevamo con ansia, ma ancora non sapevamo cosa ci aspettava.
Non sapevamo quali gioie e sorprese ci riservava il nostro cammino, e le gioie e le sorprese che ci riserverà la nostra nuova vita di MAMMA e PAPA’ che fanno nascere i figli nel cuore.
Come muoverci ora? La ricerca di un ente che a “pelle” ci ispiri non ha portato frutti fino ad ora. Ma siamo fiduciosi, scatterà anche per noi una scintilla che ci guiderà fino a te….
I mesi diventeranno settimane, le settimane diventeranno giorni, i giorni ore, minuti, secondi e poi saremo finalmente insieme.
Io e il tuo PAPA’ ti stiamo aspettando, siamo già nel tuo cuore.
martedì 30 settembre 2008
8 - FIGLI
I Figli non voi li crescete, ma essi crescono voi.
Sono essi i vostri educatori, poiché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.
E quando dite: Daremo la Vita a un figlio, sapete quale Vita state dando? Non la loro, ma la Vostra.
Se non avete compreso questo, meglio sarebbe serrare i fianchi e proseguire oltre.
E quando dite: I Figli sono la nostra croce, rallegratevi che essi vi abbiano inchiodato impedendovi di finire nel baratro.
Ed anche quando dite: I nostri Figli ci tolgono un mucchio di tempo, domandatevi se tutto quel tempo che vi viene tolto sarebbe impiegato meglio.
Nella loro infanzia ascoltate i vostri Figli, perché sui loro visi è ancora impigliato qualche frammento del sorriso con cui li hanno rivestiti gli angeli.
Nel tenerli per mano, non date loro fretta, ma camminate al loro passo, perché vogliono guarirvi dal vostro correre.
Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono i vostri alibi per non regalare voi a loro. Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.
Chiamateli per nome, ed essi chiameranno il bimbo in voi, quello che da soli non riuscivate a rianimare, e lo faranno giocare nel giardino della Vita.
E nella loro adolescenza ascoltate i vostri Figli. Gran parte del muro che in quei giorni spesso vi oppongono non l’hanno costruito coi loro mattoni, ma coi vostri. Non chiedete ad essi cose che già voi non fate.
Se siete saggi, vi basterà essere voi stessi. Ma se non lo siete, non saturateli di limiti senza indicare loro le mete, bensì mostrate di queste la bellezza, e otterrete di più che non mostrando i pericoli di eventuali abissi.
Non affliggetevi se educandoli alle regole essi non le rispetteranno. In realtà tremerebbero di paura se tali regole non vi fossero. Le loro trasgressioni sono per collaudarne la veridicità. Altre volte per reclamare invece il vostro rimprovero, a testimonianza del vostro amore per loro.
Se vi feriranno è perché avete porto loro la vostra vulnerabilità. O perché avete dato senza insegnare a dare.
Talvolta sbattendo la porta vi lasceranno, ma anche se li vedete partire, le navi con cui salpano hanno stive colme dei doni consegnati dalle vostre parole buone. E alla prima tempesta vi si rifugeranno.
Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi. E la vostra missione consiste nel donare sempre, anche quando la lama della loro libertà vi taglierà le mani.
Nella loro giovinezza, infine, ascoltate i vostri Figli. Con stupore scorgerete che vi hanno superato, che la loro nave ha oltrepassato tutti i primi scogli, ed ora non ha che davanti lo scoglio più pericoloso: voi.
Saranno infatti chiamati lungo vie di realizzazione che voi non conoscete, e ciecamente sbarrerete loro le strade.
Ma alla pianta è dato di generare, e non di contenere ciò che genera.
Ritenete i vostri progetti più grandi dei progetti che ha la Vita?
Non tratteneteli, dunque. Avete donato loro la vostra Vita. Ora riprendetevela, donando loro di rinunciare a trattenerli.
Sgombrate il vostro cuore da ogni brama di ricevere, perché se il vostro flauto non è cavo, la rinnovata melodia della Vita non potrà attraversarlo.
Se vivrete questa perfetta donazione, saprete amarli nel loro nuovo aspetto, e allora, siano essi Figli del vostro stesso sangue, o siano essi Figli scelti dal cuore, avrete compiuto il terzo passo della vostra crescita.
Potrete così udire le note universali trapassarvi dentro, e capirete che attraverso di voi la Vita ha composto un nuovo canto.
venerdì 27 giugno 2008
7 - SIAMO NEL TUO CUORE
Riusciremo ad accoglierti senza pretendere, a guardarti semplicemente senza avvolgerti con tante parole, inviti, divieti?
Riusciremo a capire le tue esigenze, i tuoi silenzi, le tue paure, a conciliare il tuo carattere con il nostro, a rispettare la tua crescita, cercando il più possibile di accompagnarti verso il tuo domani?
Riusciremo a donarti semplicemente Amore senza nulla chiedere in cambio?
Vorremmo che l'accoglienza che ti sarà riservata non fosse soltanto colma di doni e di attenzioni, vorremmo insegnarti a scegliere liberamente la rotta della tua vita in modo che tu possa prenderne in mano in timone per arrivare alla meta che tu avrai scelto, trovando in te la forza.
Vorremmo che tu imparassi quale tesoro si cela negli altri, valorizzando tutto ciò che di bello e buono c'è in loro, vorremmo soprattutto che "il rispetto", come valore, fosse sempre presente nelle tue scelte importanti.
Vorremmo insegnarti a non avere paura di sbagliare perchè gli errori contengono sempre una lezione, ed è attraverso di loro che il mondo va avanti, vorremmo che sapessi che in ogni momento ci saranno sempre il tuo papà e la tua mamma pronti ad aprirti le braccia.
Vorremmo che le persone che incontrerai fossero capaci di onestà, coerenza, tolleranza. Vorremmo che portassi sempre con te una bilancia per dosare sapientemente umiltà e decisione, accettando e rispettando le regole per una serena convivenza.
Vorremmo che tu fossi felice, imparando la serenità del cuore, è il grande segreto della vita, e questo vuol dire Amare, e solo l'Amore è eterno. L'Amore è il più grande regalo che vorremmo donarti, insegnandoti a coltivarlo giorno per giorno in modo che sia sempre presente nella tua vita, con la freschezza dei primi istanti e con la consepevolezza che più ne saprai dare e più ne riceverai.
Vorremmo, vorremmo.....
Chissà quante altre cose vorremmo donarti nel piccolo mondo che abbiamo pensato per Te!!
giovedì 29 maggio 2008
6 - MADRE TERESA DI CALCUTTA
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
5 - 11 Maggio 2008 FESTA DELLA MAMMA
Cara Mamma
oggi è la tua festa, una festa piena di amore e ricca di tanti significati. Essere mamma è un lavoro. Si, un lavoro faticoso a volte, ricco di pensieri e preoccupazioni, ma anche pieno di gioia.
E' crescere con i propri figli, donare un'amore incondizionato e senza limiti, è ridere con loro, perchè il sorriso da una fetta di felicità, a volte è anche soffrire per una giornata storta o qualcosa andato male. Ma anche in queste situazioni la mamma c'è sempre. E' il tuo porto sicuro dove approdare durante la tempesta.
Ci avete cresciuto nella libertà e nell'amore, imprimendoci quei valori di lealtà, verità, semplicità, che spero un giorno di essere in grado di trasmettere ai nostri figli.
Volevo solo dirti GRAZIE per quello che fai. Grazie per essere sempre presente nei momenti più difficili, dandomi la spinta che mi permette di scavalcare ogni barriera, ogni ostacolo si presenti.
Mi hai aiutata a crescere concedendomi di scegliere, permettendomi di intraprendere la strada che in quel momento ritenevo fosse giusta. Mi hai accompagnata per le strade della vita, schiarendomi il cammino con la luce dei tuoi sorrisi.
Io e Massimo, ci siamo incamminati in una strada lunga e tortuosa, ma ricca di tante soddisfazioni, che un giorno, speriamo presto, ci farà diventare mamma e papà. Si certo saremo un po' speciali e un po' speciali sarete anche voi nonni, nonni di una creatura venuta da lontano ma già nostra figlia o figlio nel cuore e nell'animo.
I disegni di DIO non sono i nostri. Questo lo abbiamo capito bene, ma la strada tracciata per ognuno di noi a volte non è immediatamente capibile, ci vuole del tempo per interpretarla.
Noi ormai siamo grandi, ma forse è adesso che abbiamo più bisogno di voi. Della vostra forza e del vostro coraggio, della costanza e del vostro appoggio.
Abbiamo bisogno che ci aiutate a diventare genitori e voi nonni, un po' diversi dai genitori e dai nonni usuali, e un po' più tosti degli altri forse, ma con le braccia aperte per donare un'amore incondizionato e sincero a chi deve arrivare.
Grazie MAMMA ti voglio bene
Mara "
E lei mi ha regalato una piantina di roselline rosse dicendomi: "Un piccolo anticipo per quando sarai mamma anche tu!"
4 - ASPETTANDO I SERVIZI SOCIALI - Parte II
Sono stati scritti tomi e tomi su questo argomento. La conclusione, assai spesso, pecca di moralismo e tiene scarsamente conto della realtà.
Certo, in linea teorica quella nei confronti dall'adozione dovrebbe essere un'apertura totale all'accoglienza. Tanto che tecnicamente non si dovrebbe nemmeno parlare di "domanda di adozione" ma di "offerta di disponibilità all'adozione".
Nessuno credo, potrebbe nemmeno azzardarsi a negare che nell'adozione il soggetto intorno al quale tutto deve ruotare è i bambino. Che quelle che contano sono le sue necessità, non quelle dei genitori. Ma credo sia pura ideologia pretendere di annullare, di far scomparire, o peggio, di far finta che non esistano delle motivazioni personai dei genitori. Che vanno analizzate, portate alla luce, razionalizzate e incanalate correttamente.
Le molle che fanno scattare la volontà di adottare un bambino, in sostanza sono due: il lutto - la perdita reale o simbolica di un figlio piccolo o comunque di una persona cara da accudire e amare - e la deprivazione, la mancanza di un figlio "naturale" che dia senso e compimento alla propria vita, che riempia un vuoto che, con il passare degli anni, può farsi angosciante.
E' giusto scavare per portare alla luce queste motivazioni, ma è altrettanto giusto ricordare sempre che gli aspiranti genitori adottivi sono pur sempre degli esseri umani, non più santi nè eroi di qualsiasi altro genitore.
Solo forse un po' più tosti, determinati, cocciuti, disposti a superare ostacoli apparentemente insormontabili, ad affrontare prove dure, ad attendere per un tempo di gran lunga superiore non solo a quello di una normale gravidanza, ma a quello quasi triplo della gravidanza delle balene.
Ci siamo interrogati a fondo, ci stiamo tutt'ora interrogando e credo continueremo a farlo in futuro sui reali PERCHE' della nostra scelta.
La conclusione cui siamo, per ora, giunti è che si certo, la spinta iniziale ce l'hanno data due motivazioni: il lutto e la deprivazione. Ma intorno a quelle abbiamo fatto crescere - crescendo contemporaneamente noi stessi - una reale disponibilità, una reale apertura ad accogliere un bambino, o magari più di uno, come figli nostri, da amare, proteggere, educare. E soprattutto rispettare come persone.
Perchè quel NOSTRI non deve significare proprietà ma rapporto tra persone. Persone "grandi" certo, che devono assumersi delle responsabilità nei confronti di persone "piccole", ma tutti comunque PERSONE.
Nessuna delle quali appartiene a nessun'altra, se non nel senso dei legami affetivi che si costituiscono e si consolidano giorno dopo giorno.
Ecco, noi non aspiriamo a diventare santi, né ad essere additati come degli eroi o più modestamente come dei campioni di altruismo. Più semplicemente, più banalmente, aspiriamo ad esere dei buoni genitori, a dare a uno o più bambini una possibilità di vita migliore. E insieme, senza far finta che non sia così, a godere delle gioie - insieme alle inevitabili tribolazioni - dell'allevare dei figli, ad amarli ed essere amati.
Di tempo per riflettere ne abbiamo in abbondanza!!!!!!!!!!
4 - ASPETTANDO I SERVIZI SOCIALI - Parte I
Questa è la domanda che ora rimbomba nella nostra mente.
E allora a controllare di non aver ricevuto telefonate nella segreteria, i telefonini, la cassetta postale, ecc. ecc. ecc. Le solite manie insomma!!!
E' trepidante questa attesa. Ovviamente. Da quello che decideranno i servizi sociali dipende se la nostra domanda andrà avanti o meno.
Siamo completamente nelle loro mani e la cosa mi appare tutt'altro che rassicurante.
Penso a quello che ci chiederà, a come le sembreremo.
La prima domanda che ci siamo fatti pensando alla strada verso cui ci siamo incamminati è PERCHE?
PERCHE' prima abbiamo sperato, di riuscire ad avere un figlio per via naturale (non mi piace la definizione di figlio "biologico" quasi da contrapporre a quella di figlio "adottivo"), come se quest'ultimo non fosse, altrettanto biologico, fatto di carne e sangue, intelligenza e sentimenti, emozioni e bisogni.
Non ci siamo riusciti, e in questo doloroso percorso abbiamo conosciuto sia il lutto della perdita, sia la deprivazione della mancanca, ovvero ambedue le principali molle che spingono una coppia all'adozione.
Ci siamo arresi all'evidenza e abbiamo maturato quell'elaborazione del lutto che sola può portare ad aprirsi onestamente e responsabilmente all'adozione.
Le domande che ci facciamo in questi giorni:
- Siamo disposti ad accogliere un bambino di un'altra razza, magari nero o con gli occhi a mandorla?
Si certo, che domande sono! Sicuri sicuri? Messa così la domanda sempra quasi offensiva per chi, come noi, è antirazzista nel profondo e nella coerenza dei gesti quotidiani. Ma ci troviamo a riflettere. E la risposta diventa "SI però...", nel senso che si, non abbiamo alcun dubbio della nostra capacità di amare un bambino a prescindere dal colore della sua pelle o dai suoi tratti somatici. Però ci interroghiamo sui rischi di discriminazione e di emarginazione cui quel bambino/bambina/bambini possono andare incontro, nella scuola, per strada, sull'autobus, vivendo un un mondo di giorno in giorno più egoista e a volte xenofobo.
- E un bambino con un handicap più o meno grave?
A costo di sembrare egoisti - intendo dire più egoisti di quel che riteniamo di essere - scegliamo di essere sinceri: un handicap non gravissimo e ppurchè di natura fisica, non mentale, non ci spaventa. Altre forme di handicap, invece, temiamo di non essere in grado di affrontarle e di gestirle. Siamo egoisti dunque? In parte SI.
E' ovvio che chiunque sogna un figlio bellissimo, sanissimo, intelligentissimo.
Poi, la realtà, il caso, il destino, la natura, DIO, s'incarica di metterci di fronte a situazioni anche molto lontane dai nostri sogni.
E siccome un figlio noi non dobbiamo crearlo con la roulette russa dei nostri cromosomi, ma intendiamo adottarlo, confrontandoci quindi da subito con una persona, un'essere umano già esistente, con una vita e una storia sue, allora concedeteci di pensare che ci piacerebbe trovarne uno su misura per i nostri desideri.
Lo sappiamo fin da quando abbiamo cominciato a parlare tra noi di questo nostro progetto: l'abbinamento, se mai ci arriveremo, dovrà essere fatto da altri, da persone competenti alle quali non indicheremo preferenze, né di nazionalità né di sesso né di altro.
Però ci siamo interrogati a fondo sul grado - come dire - della nostra capacità di accoglienza. Che dobbiamo ammetterlo onestamente, si ferma sulla soglia dell'handicap fisico gravissimo o di quello mentale.
Non siamo pronti per questo, non ci sentiamo all'altezza, non ci sentiamo disponibili.
Questa frase non rende il travaglio che c'è dietro a questa decisione. Il punto è che noi due, noi Mara e Massimo, non ce la sentiamo di affrontare la responsabilità di una vita così bisognosa di cure, temiamo che ne finiremo travolti.
Non ci sentiamo nè santi nè eroi. Forse un po' meschini, un po' cinici, forse è moralmente condannabile il nostro egoismo. Sicuramente sarebbe condannabile l'ipocrisia di dire oggi SI e domani tirarci indietro.
E sarebbe criminale arrivare magari al punto di accogliere un bimbo diversamente abile, per poi andare incontro ad un sicuro fallimento.
3 - CONVOCAZIONE DAI CARABINIERI
Dobbiamo presentarci oggi dai carabinieri, per le verifiche di rito a proposito della nostra domanda di adozione.
La stazione dei carabinieri è al pianterreno di una palazzina di mattoni rossi.
Sono le nove del mattino, un'ora antelucana visti i nostri orari in questo periodo.
L'aria è ancora abbastanza fredda, e anche dentro, nella disadorna stanzetta in cui ci fanno accomodare, non è che faccia caldo.
Bisogna avere pazienza, ci dicono, il maresciallo deve arrivare. Già PAZIENZA. E' probabilmente il termine che più ci sentiremo ripetere in questi mesi che ci aspettano!!!
Bisogna averne davvero tanta di pazienza, o meglio di determinazione, di ostinazione, per non farsi prendere dallo sconforto e rinunciare.
Ogni piccolo passo avanti costa fatica, una fatica immensa e del tutto sproporzionata alla reale entità dell'azione che stiamo compiendo.
Mentre aspettiamo, ci diciamo, che anche questo fa parte delle regole del gioco, che anche questa ennesima attesa è una prova da superare, una dimostrazione da dare della nostra effettiva volontà di andare avanti, di andare fino in fondo.
Finalmente, verso le dieci, arriva il maresciallo.
E' giovane e simpatico, molto lontano dallo stereotipo del carabiniere. Si scusa per il ritardo e simette subito al lavoro. Quello che deve chiederci, annucia, scusandosene nel tono se non nelle parole, è esattamente quello che già avbbiamo dichiarato nella domanda di adozione: generalità, residenza, occupazione, reddito, proprietà, e cose del genere. Lui deve controllare. Un passaggio del tutto inutile dal punto di vista sostanziale, insomma, ma indispensabile sul piano burocratico. Senza il VISTO dei carabinieri non è possibile avviare l'istruttoria della pratica presso i servizi sociali.
Ci sottoponiamo di buon grado, tanto non abbiamo scelta, e quindi tanto vale collaborare, Una formalità appunto. Ma di vitale importanza.
Infreddoliti e depressi dall'apparente stupidità di queste procedure, lasciamo la stazione dei carabinieri e ci godiamo la domenica che ci resta, visto che usciamo dalla caserma alle ore dodici.
Ogni passaggio di questo iter costa fatica.
Dal punto di vista psicologico, ovviamente, ma anche dal punto di vista pratico: far quadrare gli impegni richiesti dalla pratica di adozione con quelli del lavoro non è sempre un'impresa facilissima.
Più rifletto e più mi rendo conto che dobbiamo operare una sostanziale rivoluzione della nostra scala di valori di riferimento.
Finora abbiamo dovuto rispondere solo a noi stessi, alla nostra vita di coppia, di adulti coscienti e responsabili.
Dobbiamo renderci conto che essere responsabili anche nei confronti di un bambino ci impone di cambiare tutto, di mettere lei o lui o loro al centro di tutto.
Non per un'astratto spirito di sacrificio, ma perchè è un suo/loro preciso diritto. Mi piacerebbe, che chi ci verrà affidato possa trovare in noi delle sicurezze, non delle incertezze e degli sradicamenti da aggiungere a incertezze e sradicamenti che già faranno inevitabilmente parte del suo vissuto.
Ne saremo capaci? E' questa una delle domande che più spesso ci ripediamo.
A volte temiamo di non esserne all'altezza. Non di poter essere dei buoni genitori in astratto.
Di buone letture in questo senso ne abbiamo fatte tante, e anche da molto tempo. Ma nel concreto di cose come queste: saper dedicare ai figli l'attenzione che esigono e che meritano, saper giocare con loro, saper ancora tentare di guardare il mondo con i loro occhi. Saper dare delle risposte, non burocratiche alle loro domande.
Spero che, quando diventeremo MAMMA e PAPA', ci ricorderemo di cosa vuol dire essere bambino.
Come dovremo comportarci? Certo, ragionarci teoricamente non serve a un granchè. E' nel concreto che bisogna misurarsi, non c'è dubbio. Ma anche ragionarci prima è comunque un utile esercizio.
So che dovremo necessariamente scendere a qualche compromesso con noi stessi, che qualche volta dovremo morderci la lingua e qualche volta prendere decisioni sgradevoli ma necessarie. Ma nei limiti del possibile penso che cercheremo di guardare le cose anche con gli occhi di un bambino. Può servire a essere più giusti. A essere - mi auguro - dei genitori migliori.
2 - L'ISTANZA DI ADOZIONE
Ci piazziamo davanti al computer e consultiamo alcuni siti internet per capire a chi rivolgersi per avviare la "pratica".
Il primo passo sarà rivolgersi all'Equipe Adozioni della nostra ULSS.
Ci fissano un appuntamento per la fine di Settembre 2007 e ci avvisano che ci inseriranno nel costo propedeutico all'adozione che partità a Novembre.
Frequentiamo il corso, siamo contenti, le informazioni ricevute sono state utili e gli argomenti trattati hanno innescato tra noi una seria e propositiva discussione ed analisi.
Alla fine del corso ci viene consegnato un fac-simile di istanza ed un elenco di documenti da allegare.
Tra le varie certificazioni da produrre ci salta subito all'occhio la "dichiarazione di assenso all'istanza di adozione" da parte dei nostri genitori.
Premesso che i nostri genitori sono bne felici della nostra decisione, e pur comprendendo che loro un domani saranno i NONNI, ma a che serve tale dichiarazione? Che forse a quasi 40 anni se decidiamo di adottare un bambino dobbiamo chiedere il permesso a mamma e papà? Cominciamo proprio bene!!!
Riflettevo sul fatto che più si va avanti con questa storia, più ci rendiamo conto che siamo "pratiche" in mano a "burocrati", che non fanno altro che ricordarci che l'adozione è un istituto solo ed esclusivamente per il bene del bambino, salvo poi far trascorrere la bellezza di mesi per dichiarare l'idoneità della coppia..... per non parlare dei tempi di attesa successivi.
Comunque nei prossimi giorni prepareremo tutti i documenti necessari e inizieremo questo "VIAGGIO".
Le vacanze di Natale ci sono servite per preparare tutti i documenti, certificati, fotocopie, informazioni e tutto quello che poteva arricchire la nostra domanda e finalmente il 21 Gennaio 2008 spediamo la raccomandata più importante della nostra vita!!!
Le giornate passano lente in attesa di un cenno, un riscontro, ci mettiamo comodi, da ora sappiamo che l'attesa sarà la nostra fedele compagna.
Il 15 Febbraio 2008 riceviamo la lettera dal Tribunale dei Minori di Venezia che indica che la nostra pratica è già stata assegnata agli assistenti sociali competenti per territorio ed ai carabinieri che ci contatteranno per le indagini del caso ed il famoso STUDIO DI COPPIA.
1 - LA DECISIONE DI ADOTTARE
Anni di fidanzamento sfociati in un matrimonio consapevole, sincero approdo di una coppia nata già famiglia.
Tanto amore, tanta voglia di giocare, tante coccole.... poi un giorno, la percezione, quasi improvvisamente, tra le risa, di un silenzio, di un'assenza...
Entrambi sappiamo cosa manca... chi ci manca!
E' quel figlio la cui presenza possibile, nei mesi passati, avevamo affidato al caso, senza "impegno". Lo avremmo accolto con infinita gioia nel momento in cui si fosse presentato a noi.
Da "lasciar fare alla natura" passiamo pian piano alla consapevolezza che il tempo scivola ma il figlio ancora non arriva, avvertiamo così, velatamente, il dubbio di una possibile difficoltà procreativa.
Iniziano le indagini, affrontiamo periodi di stressanti ricerche mediche, visite specialistiche, accertamenti svariati finalizzati ad appurare la "possibilità di diventare genitori".
Un esame tira l'altro e gli esiti sono positivi: non ci sono problemi, non esistono cause oggettive che impediscano la nostra genitorialità.
Ma il figlio non arriva!
Adesso si fa sul serio!!!
Approdiamo alla fase delle "stimolazioni ormonali". Queste riguardano soprattutto me, interessano il mio corpo preposto dalla natura ad essere "CULLA DELLA MATERNITA'", non succede nulla per mesi. Sembra non funzionare nemmeno così. Poi magicamente la tanto attesa gravidanza arriva.
CHE GIOIA!
Capire che significa "camminare tre metri sopra il cielo", esami, visite, esami di nuovo, visite.
- Va tutto bene signora, stia tranquilla - l'unica volta nella nostra vita sempre così in salita che tutto andava bene.
- Stia a casa, si riposi, legga, passeggi - e io ligia al dovere sto a casa, mi rilasso, leggo, mi riposo.
Eravamo quasi a Pasqua, lo avremmo detto agli amici, avremmo reso partecipi della nostra gioia tutti intorno a noi e invece in un battibaleno....
PUFF... SOGNO SVANITO.
Abbiamo visto finire tutto, e in un turbinio siamo finiti in ospedale, medici, visite, operazioni, che lasciano il segno nel fisico e nell'animo.
Serve un periodo di "DISINTOSSICAZIONE" per smaltire, accettare, farsene una ragione.
Poi il pensiero naturale: se è successo una volta succederà ancora! E invece nulla, nulla e nulla.
Vi risparmio in questa fase l'iter, lasciandovi intuire tra le righe l'attesa, la sofferenza, l'accettazione, l'illusione, la speranza e tutti i sentimenti d'amore che ci hanno condotto, infine, a ricominciare gli accertamenti.
Esami e visite di mille tipi a entrambi. Ci passano al setaccio e che resta.... nulla apparentemente. Nessun problema!
La tv, intanto, ti spara dritto al cuore.
Ti racconta di neonati abbandonati tra i rifiuti, di bambini maltrattati, abusati, e subito dopo fa sfilare sulla sua passerella consumistica i bimbi felici grazie a mamma e papà che hanno scelto la pappa giusta, il pannolino giusto, il giocattolo giusto, poi..... di nuovo.... il telegiornale e le manifestazioni a sfondo umanitario ti sbattono dritto in faccia il mezzo mondo che muore di fame...
Dietro lo schemo... a casa nostra.... le lacrime!
Il dolore.... e una sola domanda: PERCHE'? Perchè a noi????
Perchè c'è nel mondo chi si permette di "buttare via un bambino" e chi invece darebbe la vita per raccogliere quel rifiuto?
Ce ne sono così tanti di rifiuti nel mondo.
Il passaggio dalla consapevolezza all'azione non è istantaneo, non è "semplice", ma l'idea di accogliere qualcuno che sia stato rifiutato inizia a insinuarsi tra i pensieri.
Si comincia a commentare, se ne parla sempre di più, ci si fantastica sopra.
Crediamo di avere le idee chiare. In effetti le nostre idee sono inequivocabili su una sola cosa: VOGLIAMO AVERE UN FIGLIO.
Bene! Prenderemo "ciò" che qualcuno ha buttato via!
Ma da li a comprendere davvero il passo che stiamo per muovere, c'è tanta strada e quella strada è davvero lunga, tortuosa e difficile.
Abbiamo molto da imparare ma...... NON LO SAPPIAMO ANCORA.



